L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL POTERE di G. Tirelli
Il programmatore informatico e regista,
John Whitney si era azzardato a dire, che il livello medio di conoscenza, di
intelligenza e di capacità decisionale umana, è di gran lunga inferiore a
quello di un normale computer. Siamo messi proprio bene! Esiste per tanto la
seria possibilità che in un immediato futuro la politica tradizionale ceda il
passo ai governi tecnici, a loro volta soppiantati dall’intelligenza
artificiale.
Un’idea avveniristica (ma non remota)
sarebbe dunque quella di demandare a un ipotetico computer di Stato
(alternativo al tradizionale Parlamento), ogni sorta di decisione, conclusione
e intervento che verta al risanamento del paese e al suo futuro – un mega
database capace di contenere ed elaborare tutti i dati relativi alla condizione
del paese, sia che si tratti di “evasione, corruzione, criminalità, tasse,
occupazione, pensioni, equità, salari, stipendi, fiscalità, opere pubbliche,
sanità, mobilità, infrastrutture, produzione industriale, sprechi, livello di
inquinamento ambientale e compagnia bella”, delegando così alla tecnologia e
all’elettronica ogni onere, compito e responsabilità.
Avremmo finalmente messo fine per sempre
agli snervanti e inconcludenti contraddittori televisivi, costretti a sorbirci
le facce e i ghigni, di questa razza di imbecilli e parassiti che giocano con
le nostre vite e le speranze delle generazioni a venire.
L’idea malsana di avere delegato le sorti
dei paesi a potenti “commercianti” (legati a doppio nodo con i profitti e gli
interessi di una fitta rete di faccendieri senza scrupoli) e alla criminalità
organizzata, è indicativo del livello di approssimazione, capacità a discernere
e di consapevolezza in cui versano le società occidentali e i cittadini
tutti.
Ergo, sia la politica che la criminalità organizzata, agiscono per conto
dell’imprenditoria; l’una legiferando e l’altra, intimidendo, ricattando e in
fine, sparando.
Spiegare “la società dei consumi”, sarebbe
come volere definire un ossimoro e comprenderne le sue astratte e astruse
ragioni, perfettamente in linea con altre di questo tipo, che nel contrasto
logico hanno definito oggi, la certezza scientifica, la finanza etica, la
verità relativa. Una missione dunque, impossibile!
Lo stesso esercizio volto
all’indagine sui motivi e le cause che hanno prodotto l’attuale stato di cose,
si é rivelato del tutto inefficace e sterile, avvitando ulteriormente la
questione su se stessa.
Il Sistema Economico, oggi, é il paradigma
di quel cancro maligno che ha devastato le società, fagocitando la politica al
suo interno dopo averla asservita ai suoi interessi e assoldato la criminalità
organizzata, delegandola all’espletamento del “lavoro sporco.
Questo è potuto accadere, in quanto, la
politica non ha più alcun potere - oggi, non é che un marchio, un logo,
svuotato dal suo reale contenuto e in seguito mercificato al pari di un
qualunque prodotto da banco dall’intrinseca potenzialità a concorrere sul
mercato – di seguito assorbita e fagocitata dal malaffare imperante, a fronte di
privilegi, poltrone, prostituzione e denaro sporco.
Il Sistema Potere, così come lo conosciamo,
non avrebbe mai visto la luce senza l’apporto, l’appoggio incondizionato e la
complicità attiva, di centinaia di milioni di individui nel mondo pronti a prostituire
i loro principi sull’onda di promesse di libertà e di benessere, gridate da
qualche rampante e improvvisato affabulatore telematico.
Il Sistema dunque non si è auto/generato ma
è cresciuto e si è sviluppato fino a questo punto, perché sistematicamente e
metodicamente alimentato dall’insensatezza complice dei nostri comportamenti
individuali e quotidiani.
Affermare pertanto che la causa della
nostra attuale miserevole condizione umana (unica nella storia del mondo, per
elementi di degenerazione) sia da imputare ad un complotto organizzato a
tavolino da un team di marziani da super poteri, è un’ipotesi, si suggestiva,
ma infantile e fantasiosa.
Quei marziani siamo noi! Noi, sempre pronti ad
individuare un capro espiatorio sul quale riversare le nostre responsabilità
oggettive. Noi tutti (nessuno escluso) siamo i fautori, i sostenitori, gli
impostori e in fine, gli inattendibili detrattori di una tale catastrofe umana,
di valori e ambientale.
Gianni Tirelli
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