lunedì 7 maggio 2012

LE CONQUISTE CHE UCCIDONO di G. Tirelli


LE CONQUISTE CHE UCCIDONO  di G. Tirelli

Tutte quelle che insistono con il definire conquiste (che siano sociali o tecnologiche), sponsorizzate nei decenni come traguardi fondamentali e scelte ineludibili, si sono rivelate oggi, alla luce dei risultati, delle autentiche bufale, ma non solo; hanno peggiorato la condizione umana, azzerando ogni barlume di autentica felicità.
Questo mio, è un dato di fatto incontrovertibile (sicuramente impopolare), che misura la felicità, usando come parametri assoluti, la qualità della vita e l’integrità dell’ambiente.
Il mito dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione obbligatoria, ad esempio, sdoganato dal Sistema come riscatto ad una condizione di ignoranza, accesso alla società civile e come presupposto per un lavoro dignitoso (mortificando così il lavoro della terra, vera conoscenza, tradizioni, principi e valori), è miseramente defunto.
Quanti giovani, oggi, hanno buttato il loro prezioso tempo, chini sui banchi di scuola, dentro atenei caotici, fra master e improbabili specializzazioni?
Quanti hanno rinunciato a vivere, per rincorrere, il mito di una laurea, svuotata di ogni significato e intenzione, per coronare l’ambizione dei loro padri? Quante energie e sudati risparmi, è costato tutto questo?
Per gli stessi motivi - oltre al momentaneo e illusorio vantaggio particolare - non definirei il divorzio e l'aborto conquiste, ma dei veri e propri "escamotage".
La società va migliorata al suo interno per essere definita civile!  Non è nel trionfo del meno peggio, che daremo un futuro ai nostri figli!
Le società moderne relativiste e opportuniste, giocano sulla diaspora del nucleo familiare, per meglio controllare e omologare le masse, e hanno tradotto licenza in libertà per commercializzare al massimo la loro “insanguinata mercanzia”, liberando così il mercato da ogni intralcio di natura etica e morale.

La perdita di autonomia e autosufficienza, (un tempo, valori fondamentale dell’illuminata società contadina), ci ha relegato dentro una schiavitù senza catene, omologando gli individui e privandoli dei personalismi, immaginazione e slanci rivoluzionari. Per il Sistema una vera pacchia!!
Quella che oggi, impropriamente, definiamo “la cultura”, si è rivelato arido apprendimento; improduttivo e inconcludente.
Nelle società del passato, la cultura rappresentava l’insieme della conoscenza di un popolo, delle sue infinite diversità e peculiarità individuali – un perfetto meccanismo logico di interazione positiva e di simbiosi mutualistica, fuori da ogni settarismo socio-culturale e politico.
L’analfabeta, proprio in virtù del suo stato, ha sviluppato particolari e sofisticate caratteristiche, diverse ma complementari a quelle di un qualsiasi acculturato. Così, come il non vedente, amplifica il tatto, l’udito e la sfera della percezione.
Se interrompiamo la catena del reciproco bisogno, tutto perde il suo senso.

Ogni essere umano ha un suo ruolo ben definito, come le caselle di un mosaico che, in virtù della loro corretta collocazione, conseguono a completare nella sua integrità il “Disegno” originario. In una società funzionale e felice, ogni individuo è portatore di ricchezza. Il potere ha bisogno del popolo nella misura in cui, il popolo, ha bisogno del potere.
La diversità, come tale, è il presupposto fondamentale e valore ineludibile, senza la quale, nulla potrebbe esistere – baluardo di libertà e giustizia, solidarietà e pietas.

Il Sistema Liberista Relativista, oggi, intende scardinare le logiche imperiture della convivenza, per dare corso ad un progetto di distruzione e di schiavitù, che neppure il peggiore dei totalitarismi, sarebbe mai stato in grado di immaginare. Dunque, prima di sapere scrivere e leggere, avremmo dovuto imparare a pensare, ad ascoltare e a vedere.
Le vere tragedie dell’umanità, si sono concentrate e consumate in questi ultimi cento anni di storia del mondo; prima e seconda guerra mondiale, nazismo, bomba atomica, catastrofe ambientale, biotecnologie, deriva etica e morale e la più devastante (che incorpora al suo interno tutte le altre): il relativismo liberista.
L’orrore di tutto questo, non si rifà alla conta delle vittime sul campo ma, alle modalità, scopi e finalità, che le hanno prodotte, e alla velocità e livello di crudeltà in cui si sono susseguite. Uno sterminio perpetrato contro la diversità e le sue ragioni.
Un olocausto dello spirito e della speranza che, sulla paura, ha edificato il suo potere perverso, e resa inutile, improduttiva e illogica, la nostra esistenza sul pianeta.

Alfabetizzazione e omologazione, procedono allo stesso passo, e sono le due facce di una stessa medaglia. Spingono gli individui a uniformarsi alle tendenze dell’idea dominante. Un opera di condizionamento e di plagio senza precedenti che, in pochi decenni, ha scardinato ogni preesistente regola e personalismo, e costretto l’individuo a tradire la sua vera natura, per sottomettersi all’egemonia dell’industrialesimo idolatra e alle seducenti sirene del consumismo. Un’aberrazione umana, che va ben oltre il significato etimologico di barbarie, ma sconfina, fuori da ogni dubbio, nella sfera del maligno.
Per gli stessi motivi e con gli stessi strumenti, attraverso i quali, il Sistema Liberista Relativista si é imposto e insediato, così si spegnerà.
Quando questo accadrà, i territori industrializzati che, del progresso tecnologico hanno fatto la loro bandiera (noncuranti delle conseguenze e controindicazioni di una tale scelta insensata), pagheranno il prezzo della loro ignoranza e stupidità.
Gli individui ancora integri, non contaminati (per ragioni di circostanze e di opportunità), diversamente, approfitteranno della loro condizione (un tempo derisa e vilipesa) per mettere a frutto la loro conoscenza, terreno di cultura di una nuova rinascita.

Gianni Tirelli

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