LE CONQUISTE CHE
UCCIDONO di G. Tirelli
Tutte quelle che
insistono con il definire conquiste (che siano sociali o tecnologiche),
sponsorizzate nei decenni come traguardi fondamentali e scelte ineludibili, si
sono rivelate oggi, alla luce dei risultati, delle autentiche bufale, ma non
solo; hanno peggiorato la condizione umana, azzerando ogni barlume di autentica
felicità.
Questo mio, è un
dato di fatto incontrovertibile (sicuramente impopolare), che misura la
felicità, usando come parametri assoluti, la qualità della vita e l’integrità
dell’ambiente.
Il mito
dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione obbligatoria, ad esempio,
sdoganato dal Sistema come riscatto ad una condizione di ignoranza, accesso
alla società civile e come presupposto per un lavoro dignitoso (mortificando
così il lavoro della terra, vera conoscenza, tradizioni, principi e valori), è
miseramente defunto.
Quanti giovani,
oggi, hanno buttato il loro prezioso tempo, chini sui banchi di scuola, dentro
atenei caotici, fra master e improbabili specializzazioni?
Quanti hanno
rinunciato a vivere, per rincorrere, il mito di una laurea, svuotata di ogni
significato e intenzione, per coronare l’ambizione dei loro padri? Quante
energie e sudati risparmi, è costato tutto questo?
Per gli stessi
motivi - oltre al momentaneo e illusorio vantaggio particolare - non definirei
il divorzio e l'aborto conquiste, ma dei veri e propri "escamotage".
La società va
migliorata al suo interno per essere definita civile! Non è nel trionfo del meno peggio, che daremo un futuro ai
nostri figli!
Le società
moderne relativiste e opportuniste, giocano sulla diaspora del nucleo
familiare, per meglio controllare e omologare le masse, e hanno tradotto
licenza in libertà per commercializzare al massimo la loro “insanguinata
mercanzia”, liberando così il mercato da ogni intralcio di natura etica e
morale.
La perdita di
autonomia e autosufficienza, (un tempo, valori fondamentale dell’illuminata
società contadina), ci ha relegato dentro una schiavitù senza catene,
omologando gli individui e privandoli dei personalismi, immaginazione e slanci
rivoluzionari. Per il Sistema una vera pacchia!!
Quella che oggi,
impropriamente, definiamo “la cultura”, si è rivelato arido apprendimento;
improduttivo e inconcludente.
Nelle società
del passato, la cultura rappresentava l’insieme della conoscenza di un popolo,
delle sue infinite diversità e peculiarità individuali – un perfetto meccanismo
logico di interazione positiva e di simbiosi mutualistica, fuori da ogni
settarismo socio-culturale e politico.
L’analfabeta,
proprio in virtù del suo stato, ha sviluppato particolari e sofisticate
caratteristiche, diverse ma complementari a quelle di un qualsiasi acculturato.
Così, come il non vedente, amplifica il tatto, l’udito e la sfera della
percezione.
Se interrompiamo
la catena del reciproco bisogno, tutto perde il suo senso.
Ogni essere
umano ha un suo ruolo ben definito, come le caselle di un mosaico che, in virtù
della loro corretta collocazione, conseguono a completare nella sua integrità
il “Disegno” originario. In una società funzionale e felice, ogni individuo è
portatore di ricchezza. Il potere ha bisogno del popolo nella misura in cui, il
popolo, ha bisogno del potere.
La diversità,
come tale, è il presupposto fondamentale e valore ineludibile, senza la quale,
nulla potrebbe esistere – baluardo di libertà e giustizia, solidarietà e
pietas.
Il Sistema
Liberista Relativista, oggi, intende scardinare le logiche imperiture della
convivenza, per dare corso ad un progetto di distruzione e di schiavitù, che
neppure il peggiore dei totalitarismi, sarebbe mai stato in grado di
immaginare. Dunque, prima di sapere scrivere e leggere, avremmo dovuto imparare
a pensare, ad ascoltare e a vedere.
Le vere tragedie
dell’umanità, si sono concentrate e consumate in questi ultimi cento anni di
storia del mondo; prima e seconda guerra mondiale, nazismo, bomba atomica,
catastrofe ambientale, biotecnologie, deriva etica e morale e la più devastante
(che incorpora al suo interno tutte le altre): il relativismo liberista.
L’orrore di
tutto questo, non si rifà alla conta delle vittime sul campo ma, alle modalità,
scopi e finalità, che le hanno prodotte, e alla velocità e livello di crudeltà
in cui si sono susseguite. Uno sterminio perpetrato contro la diversità e le
sue ragioni.
Un olocausto
dello spirito e della speranza che, sulla paura, ha edificato il suo potere
perverso, e resa inutile, improduttiva e illogica, la nostra esistenza sul
pianeta.
Alfabetizzazione
e omologazione, procedono allo stesso passo, e sono le due facce di una stessa
medaglia. Spingono gli individui a uniformarsi alle tendenze dell’idea
dominante. Un opera di condizionamento e di plagio senza precedenti che, in
pochi decenni, ha scardinato ogni preesistente regola e personalismo, e
costretto l’individuo a tradire la sua vera natura, per sottomettersi
all’egemonia dell’industrialesimo idolatra e alle seducenti sirene del
consumismo. Un’aberrazione umana, che va ben oltre il significato etimologico
di barbarie, ma sconfina, fuori da ogni dubbio, nella sfera del maligno.
Per gli stessi
motivi e con gli stessi strumenti, attraverso i quali, il Sistema Liberista
Relativista si é imposto e insediato, così si spegnerà.
Quando questo
accadrà, i territori industrializzati che, del progresso tecnologico hanno
fatto la loro bandiera (noncuranti delle conseguenze e controindicazioni di una
tale scelta insensata), pagheranno il prezzo della loro ignoranza e stupidità.
Gli individui
ancora integri, non contaminati (per ragioni di circostanze e di opportunità),
diversamente, approfitteranno della loro condizione (un tempo derisa e vilipesa)
per mettere a frutto la loro conoscenza, terreno di cultura di una nuova
rinascita.
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