NE DOVRA’ FARE DI STRADA LA CRIMINALITA’ PER RAGGIUNGERE
I LIVELLI DI PERVERSIONE DELLA POLITICA! di G. Tirelli
Questa brutta cricca di nuovi politici, condivide con la
criminalità organizzata parecchie affinità, anche se la pratica a delinquere è
diversa e ben celata dietro ambigui e ingannevoli travestimenti di
facciata.
Entrambi (politici e mafiosi) si dichiarano cattolici professanti.
All’interno del loro portafogli, e bene in vista, appese alle pareti di
sontuosi uffici, possiamo trovare immagini di santi, martiri e papi, nella
nuova veste di feticci contro il malocchio e la sfortuna, o di celesti giudici
compiacenti e conniventi, volti a perdonare menzogne, ipocrisie e illegalità.
Un altro dato caratteriale che li contraddistingue e, per
le affinità, li accomuna, alla criminalità organizzata, è l’omertà. Come
all’interno di un clan mafioso, sono soggetti ad un codice d’onore che devono
applicare alla lettera, pena l’estromissione e un totale isolamento. Hanno la
predisposizione genetica a negare l’evidenza dei fatti e, trattano la menzogna,
come una regola relazionale.
Il potere, assimilato come cura psichiatrica, in
seguito, degenera in una vera e propria patologia; un micidiale psicofarmaco
dagli effetti collaterali devastanti, come stati di dissociazione, schizofrenia
e mania suicida.
Questi individui cercano nel potere la risposta alla loro
invalidità esistenziale e culturale, risultato di frustrazioni, complessi di
inferiorità e totale mancanza di autostima. Un narcisismo psicotico connaturato
e un persistente disagio mentale, li esonera dalla capacità di provare dei veri
sentimenti, siano essi, relativi al concetto di pietà, di perdono, di amore e
di comprensione. La stessa gioia, é vissuta come uno stato di isterica euforia,
che notte tempo, prende le sembianze della malinconia, per degenerare poi in
depressione e attacchi di panico. Per questo motivo, il potere, come una droga
(e più precisamente come l’eroina), crea in questi particolari individui,
assuefazione e dipendenza, costringendoli all’assunzione di dosi sempre più
massicce. Al sicuro, dietro lo scudo del privilegio e dell’immunità, lanciano
strali e sfogano la loro rabbia. Le loro parole sono intrise di arroganza,
volte ad intimidire, e a minacciare ritorsioni. In realtà hanno un’indole serva
e servile e sono privi della più remota, forma di coraggio, mancanza di volontà
e consapevolezza. Per tali motivi, sono nell’impossibilità di sopportare e
controllare il dolore, ritenendolo una vera e propria sciagura; un castigo
divino, gratuito e immeritato che consegue ad alimentare la loro anima, di
astio, odio e rancore.
Tutto questo, chiaramente, si riflette sul paese civile,
dove la parte marcia della società si allinea al potere, emulandone i
comportamenti e aggravando così la condizione generale, mentre, all’altra, non
resta che subire le umilianti invettive di una politica, genuflessa anima e
corpo, alla mercificazione della dignità e della morale.
Oggi, il nostro paese, è rappresentato da una inedita
Gang del malaffare che da tempo ha trasformato il parlamento in una società a
delinquere, mortificandone la sacralità, trasformandolo in un distributore di
privilegi, di impunità e cassaforte di profitti. Esseri rivoltanti sia sul
piano morale come estetico che hanno improntato la loro vita e carriera, alla
soddisfazione di vizi e perversioni, frustrazione e desideri repressi.
Ne dovrà fare di strada la criminalità, per raggiungere i
livelli di perversione della politica!!
Gianni Tirelli
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