E’ PARTITO IL CONTO ALLA ROVESCIA....di G.Tirelli
“La passione deterge, purifica, rigenera, forgia la
volontà ed è messaggera di bellezza - trascende ogni debolezza e paura, per
dare forma e contenuto alle aspirazioni umane, suggerendo all’uomo, il
significato della vita -
Quale passione, oggi, arde nel cuore di quest’uomo? Quale spirito divino alberga nella sua
anima? Da quale pozzo misura il livello della sua felicità e, l’acqua di quale
sorgente, ristora e placa l’arsura della sua sete di conoscenza?”
L’immagine raccapricciante di quest’epoca insensata,
pregna di relativismo, è la rappresentazione iconografica di un’umanità
svuotata da ogni più remoto barlume di passione e di bellezza. Un mondo
affollato di anime dannate che, al pari di cavallette fameliche, si agitano
impazzite dentro il caos di pensieri schizofrenici, vagando avanti e indietro,
senza una meta e una qualsiasi comprensibile ragione, lasciando dietro di loro,
morte, dolore e distruzione. Tutto questo, ha innescato un processo di necrosi
che, dal tessuto sociale, si è
esteso all’ambiente tutto, compromettendo irrimediabilmente, ogni auspicabile e
radicale riconversione e più remota speranza.
Per tanto, non esiste una via di uscita da una tale
condizione! E’ partito il conto alla rovescia e il Sistema, come una bomba ad
orologeria, è sul punto di esplodere.
Gli individui della società delle illusioni, ricurvi
sulle loro debolezze, paure e, incapaci di qualsiasi rinuncia, si sono resi
responsabili e complici di quella immane tragedia che segnerà un punto di
svolta radicale e di non ritorno, nella storia dell’umanità.
Il male, un tempo riconoscibile e collocabile, ha assunto
le sembianze della normalità, espropriando lo spirito dell’uomo, privandolo
così, della consapevolezza, del discernimento e dell’impulso rivoluzionario.
Abbiamo voluto sfidare le ragioni imperiture del nostro destino, come alieni
venuti da un’altra galassia, ma presto, la terra, ci ripagherà con la stessa
moneta, per averla infamata e violentata.
Oggi, il Sistema Consumista Relativista ha raggiunto il
suo picco massimo di perversione. A questo punto, comincia a rotolare come un
grande masso, lungo la china scoscesa di quella montagna di cose effimere da
lui stesso prodotte, per sfracellarsi sul fondo di un baratro di menzogne e di
pura cazzonaggine
Definire questo momento socio-economico, una normale
crisi, è dunque un’imperdonabile ingenuità, a dimostrazione, ancora un’ennesima
volta, dell’assoluta incapacità dell’uomanoide moderno, di separare la libertà
dalla licenza, il giusto dall’iniquo e la forza dalla debolezza. Una tale
circostanza, esula da un’interpretazione di bene e di male ma, per la sua
natura relativista, si colloca all’interno di una dimensione eccezionale di
pertinenza della sfera del Nulla e della percezione di Vuoto.
Non esistono, oggi, aggettivi in grado di descrivere la
portata e la crudeltà dei criminini relativi a questo ultimo secolo, e l’opera
di profanazione e di violazione sistematica, perpetrata dall’uomo tecnologico
contro la natura e le sue leggi.
I principi etici, regolatori e sentinelle dei
comportamenti umani, sono stati rimossi per sempre e, vizio, paura, li hanno
sostituiti.
Il futuro dell’umanità, è stato divorato dalla voracità
di un presente ipertrofico, che come un buco nero travolge nel suo vortice le
nostre esistenze.
Proprio in ragione di queste mie ultime considerazioni,
posso affermare, con la certezza e il disincanto di chi ancora sa interpretare
i segnali del cielo, ascoltare il tormento straziante degli spiriti della terra
e le loro promesse di vendetta che, la fine di questo mondo, è prossima.
Siamo fuori tempo massimo per reclamare quei diritti
sociali che per decenni abbiamo mercificato a fronte di effimere libertà, falsi
bisogni e dipendenze - quando il Sistema Potere, da tempo, esibiva con orgoglio
la sua indole maligna sull’onda di false promesse di benessere e felicità -
quando il fumo di migliaia di ciminiere oscurava il cielo, e scorie, rifiuti di
ogni genere contaminavano il nostro habitat compromettendo irreversibilmente la
qualità della nostra vita!
Noi tutti abbiamo concorso a trasformare la società in
azienda e mari e fiumi in cloache a cielo aperto - come tanti pinocchi che si
illudevano di vivere nel paese dei balocchi. Ma si sa, presto o tardi tutti i
nodi vengono al pettine!!
E per tanto, sarebbe più onesto un salutare “mea culpa”
prima ancora di puntare il dito contro quell’orribile Bestia Nera che noi
stessi abbiamo creato e alimentato.
Le società moderne consumiste - così come oggi sono
organizzate e finalizzate e che con tanto accanimento deploriamo e (a parole)
combattiamo - non sono che il risultato dei nostri comportamenti insensati ai
quali non sappiamo rinunciare. Neppure ora che siamo alla fine.
La situazione odierna è talmente drammatica, da avere
segnato un punto di non ritorno. In una tale condizione, non c’è spazio per le
parole, le recriminazioni e le criminalizzazioni! Solo una rivolta di popolo
risulterebbe conforme alle circostanze, ma quel nemico che tanto vorremmo
combattere e sconfiggere, in realtà siamo noi.
Perseverare e persistere nel tenere in vita fino al suo
ultimo secondo, questo baraccone industriale, è un’autentica follia.
Non ci resta molto tempo e se oggi, non aiutiamo il
Sistema Bestia a morire, in una sorta di benevola e cristiana eutanasia, ma
passivamente prolunghiamo la sua agonia (e quindi la nostra) fino al suo
naturale e ineluttabile spegnimento, avremo perso un’ulteriore e ultima
occasione di pacificare le nostre coscienze e dare un senso alla nostra
esistenza.
Certo, è una medicina molto amara, dagli effetti
collaterali devastanti, ma è la sola di cui disponiamo. Il Sistema va resettato
totalmente e solo dalle sue ceneri, potrà sorgere una nuova alba.
E’ quindi il caso di abbandonarlo a se stesso, al fine di
isolarlo e in seguito, di spegnerlo. Dobbiamo recidere ogni canale di
alimentazione che concorra al suo mantenimento e a rafforzarne il suo potere.
Combatterlo, è uno sforzo improduttivo, e un’inutile
spreco di energie. Energia che dobbiamo conservare per ricostruire una nuova
esistenza lontana da ogni subdola lusinga, illusoria modernità ed effimera
dipendenza.
Gianni Tirelli
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