martedì 17 luglio 2012

DAL FRONTE SARDO


Genova 2001. Presidio antifascista stasera a Cagliari

di  Redazione Contropiano
Oggi che si tirano le somme di anni di processi sul G8 genovese tutto va come previsto: quasi 100 anni di carcere per i dieci compagni accusati di “devastazione” e “saccheggio” e assoluzioni, prescrizioni, pene simboliche o promozioni per gli aguzzini in divisa.
Chi conserva un poʼ di spirito critico oggi non sta nella pelle: non solo lo Stato si autoassolve dalle mattanze della Diaz e di Bolzaneto, ma stabilisce anche che le violenze inflitte dalle f.d.o alle persone pesano meno dei danni ai simboli del capitale. Così questa farsa giudiziaria sanziona simbolicamente chi rompe le teste dei manifestanti e chiude in carcere fino a 14 anni, sulla base di prove labili e lacunose, chi ha rotto le vetrine delle banche che ci hanno spinto sullʼorlo del baratro. Eccola la giustizia dello Stato e del capitale, una giustizia in cui non ci si può riconoscere, la stessa giustizia che chiude un occhio sugli assassini dei vari
Aldrovandi, Cucchi, Lonzi.
Il carattere tutto politico di questo falso processo emerge anche sotto altri aspetti. Infatti, per riuscire in questʼopera di criminalizzazione è stato riesumato il reato di devastazione e saccheggio dal codice Rocco di mussoliniana memoria appositamente non indultato nel 2006. Si deve dunque vedere in questa sentenza un vero e proprio messaggio in codice a quegli ampi strati di società che oggi come ieri agiscono il conflitto sociale. Non si può allora tacere su questo tentativo di avvolgere il conflitto sociale in una spirale di silenzio e dʼinvisibilità, sbattendolo al buio di una prigione proprio quando la crisi precipita. E su una cosa non abbiamo dubbi: dalle celle delle carceri, dalle strade della città e dalle campagne delle nostre terre si leverà una voce ancora più forte contro la violenza con cui lo Stato e il capitale bloccano quotidianamente il nostro futuro.
La sentenza della corte di Cassazione è solo unʼingiusta punizione inflitta alla generazione di Genova e a quella che, rinascendo dalle ceneri del luglio 2001, ha continuato a dar battaglia per costruire un mondo migliore. Per questo chiediamo a gran voce libertà per i dieci.
CHI SACCHEGGIA Eʼ LO STATO, CHI DEVASTA IL CAPITALE!
APPUNTAMENTO IN P.ZZA COSTITUZIONE, DOM. 15/ 7 H. 20.30
CONTRO LA SENTENZA DI CASSAZIONE CHE COLPISCE INGIUSTAMENTE DIECI MANIFESTANTI DEL G8 DI GENOVA


Progetto Galsi. aMpI: “effetti disastrosi sull’ambiente e sull’economia sarda”

(IlMinuto) – Cagliari, 16 luglio – “Il Progetto Galsi è l’ennesimo bidone coloniale”. E’ quanto afferma a Manca pro s’Indipendentzia dopo aver appreso la notizia che la Sonatrach, Società Nazionale Algerina Idrocarburi, principale azionista del progetto, ha stabilito di rinviare a novembre ogni decisione sull’opportunità di “abbandonare o sviluppare il progetto Galsi”. E’ proprio sulle decisioni traballanti della Sonatrach che interviene con una nota stampa la sinistra indipendentista, sottolineando “come questa sia la terza volta che il gruppo algerino fa retromarcia, forse anche temendo ulteriori problemi legali che affosserebbero del tutto un gruppo già pesantemente inquisito”. La Sonatrach, 12° compagnia petrolifera mondiale, 2° esportatore di Gnl e Gpl nel mondo e 3° per il gas naturale, è infatti sotto inchiesta per corruzione internazionale e malversazione. Davanti a questi dati c’è poco da stare tranquilli. “Qualunque esponente politico serio e con la testa sulle spalle – rincara il Direttivo politico Nazionale di aMpI – abbandonerebbe il progetto Galsi e lo bollerebbe come fumo negli occhi. Invece la classe politica unionista persevera nel rendersi complice della svendita e dell’umiliazione della nostra terra”.
S.P.
Fotografia di RobertoGuido fonte Flickr

“No discariche e no inceneritori”. L’urlo di Sinistra Critica Sarda si unisce alla lotta contro i mostri dello smaltimento

(IlMinuto) – Cagliari, 16 luglio – “No discariche e no inceneritori”. L’urlo di Sinistra Critica Sarda si unisce alla lotta contro i mostri dello smaltimento appoggiando le lotta del Comitati antidiscarica di Decimomannu, da pochi giorni vincitori della battaglia condotta in difesa di Pranu Mannu e di tutto il territorio. Un fantasma, quello delle discariche e degli inceneritori, che non deve essere sottovalutato, ma che secondo Sinistra Critica incombe sulla testa dei sardi. Per questo motivo l’organizzazione politica esprime la più totale contrarietà politica a questi mostri in tutta l’isola: “noi crediamo ad una politica di ‘rifiuto zero’ – afferma l’organizzazione anticapitalista – che non deve essere parallella alla costruzione di Mega discariche o di inceneritori contestati da importanti settori intelletuali e scientifici e anche da Comitati popolari”. “Sinistra critica sarda – prosegue la nota stampa – sosterrà sempre le popolazioni che si mobilitano contro impianti nuovi o potenziali, sbagliati sul piano economico e pericolosi sul piano ecologico”.

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