martedì 17 luglio 2012

IL RITORNO DEL CAVALIERE NANO - “LA DISFATTA

”....di G.Tirelli



IL RITORNO DEL CAVALIERE NANO - “LA DISFATTA

”....di G.Tirelli

La nuova discesa in campo di Berlusconi, ci permetterà (e gli va dato merito), di avere un dato statistico preciso, sulla percentuale di analfabetismo etico, morale e culturale, in cui versa la società italiana, e che come una ferita aperta tormenta ancora il nostro paese.

L’nnuncio del Cavaliere nano a ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, non può che riconfermare la sua natura laida (sporca, sudicia tanto da provocare ripugnanza). Una persona, limitata e deformata dal nanismo, che cela all’interno delle sue scarpe alti spessori, illudendosi così di correggere (senza risultati evidenti) gli scherzi e i capricci di una natura malevola e distratta - uno zimbello, un buffone, che all’origine dei suoi comportamenti adduce un grave e pericoloso disturbo psichiatrico, imputabile a laceranti complessi di inferiorità, che nella contraffazione del proprio corpo e dell’Io, negano la realtà e l’evidenza. 
Un codardo senza spina dorsale con la propensione al tradimento - un uomo piccolo, privo di charme, che veste come un manichino di un negozio di provincia. Ha un linguaggio banale e nega tutto ciò che è evidente. Per lui la bugia costituisce una regola comportamentale e la sua introiezione proiettiva lo porta ad attribuire agli avversari tutti i suoi difetti, a cominciare dalla menzogna. Una merdina umana che paga i giudici per manipolare le sentenze, le donne per soddisfare i suoi irrefrenabili e morbosi impulsi sessuali, i senatori per ottenere la fiducia al suo governo, i giornali per delegittimare i suoi avversari e ogni altra cosa, che nella sua mente bacata, immagina possa delegittimare la sua persona e compromettere il suo potere. Lui, l’esempio più degradante, vergognoso e destabilizzante che una società civile e democratica possa immaginare di meritarsi. Un vecchio rincoglionito che si alimenta di protagonismo: una vera e propria tele/dipendenza che, venendo meno, lo costringerebbe ad una agghiacciante e suicida solitudine. 

Cos'è dunque l'antiberlusconismo, se non un atto dovuto, democratico e necessario di ferma indignazione, volto a contrastare un’orda di cialtroni senza vergogna, responsabili del degrado etico, morale e ambientale di questo paese? Una vera società a delinquere che ha mortificato la sacralità del parlamento, trasformandolo in un distributore di privilegi, impunità e di potere.
Questa gente, tutela il crimine e la criminalità, essendone parte integrante, nella nuova veste di procacciatore di affari e cassaforte di profitti. 
Potrà mai la cultura avere a che fare con questa cricca? Potrei aggiungere, inoltre, che i motivi che aggregano questi particolari soggetti, e che rendono così, apparentemente coesa la loro Banda, vanno ricercati in quella condizione psicologica e psichiatrica, che interviene in maniera devastante sulla loro capacità e libertà di giudizio. La loro intelligenza, non ha avuto modo di evolversi, e quindi di produrre cultura e buon senso. Vivono al di la di una muraglia, innalzata per difendersi dagli attacchi dell’uomo ragionevole, che combattono con le armi del populismo, e della contraffazione della realtà – usando le armi improprie della televisione commerciale, killeraggio giornalistico e di alcune reti di stato, messe sotto scacco dallo sporco commercio della altrui dignità. Praticano in maniera disinvolta e trasversale, il rancore, l’invidia e la menzogna, in modo del tutto naturale, come a palesarne una virtù. Odio represso, astio, acredine, complessi di inferiorità e frustrazione, sono, in seguito, gli effetti degenerativi di un tale stato psicotico, che rischiano di innescare pericolose derive populiste e autoritarie. La storia insegna!!

L’esperienza passata del nazi/fascismo, e la tanta sbandierata memoria storica, hanno attraversato le coscienze degli italiani, senza lasciarne la minima traccia. Occupati come sono all’esercizio del qualunquismo e a coltivare l’ignoranza, fra un reality show e un derby calcistico.

Il mondo intero sta andando a puttane per personaggi come Berlusconi, che ne rappresenta l’archetipo; persone tristi, sole, frustrate e infelici che non hanno mai assaporato la gioia profonda di un gesto di vera consapevolezza, di autentico affetto e di una stretta di mano sincera e disinteressata.
Ed é proprio in momenti straordinari come questi che le vittime cercano conforto fra le braccia del proprio carnefice, ma non solo; lo sostengono e lo acclamano al fine di esorcizzare la loro miserabile e miserevole condizione. 

Il significato di votare Berlusconi sta nel condividere con lui lo sprezzo per le istituzione, la menzogna, la volgarità, l’illegalità e la totale assenza dei concetti di vergogna, di etica e di morale. Gli italiani che votano Berlusconi, in gran parte appartengono ai ceti meno abbienti, con un livello culturale che rasenta l’analfabetismo. Il restante numero, è relativo, all’oscura borghesia industriale confessionale che, attraverso la corruzione, la falsificazione, la collusione e l’intimidazione, ha raggiunto il suo perverso potere. Ed è nell’esercizio del potere che questa brutta cricca, intende riscattare la sua origine zotica e provinciale, e questo é il motivo di tanto odio e di un’invidia mal celata, nei confronti degli uomini di cultura e della cultura nel suo significato più generale. 
I danni causati al nostro paese da Silvio Berlusconi, sono la somma di tre comportamenti significativi:

a) Relativi alla sua veste di imprenditore, proprietario di tre reti televisive in virtù delle quali si pianificano le ragioni e il futuro dei nostri figli, omologati da beceri programmi di intrattenimento, la cui portata diseducatrice e destabilizzante, è totale.

b) Al sincretismo diabolico fra il potere privato, il potere politico e la criminalità organizzata.

c) Relativi a un modello forviante, esempio negativo, riconducibile alla vita privata di un Primo ministro, avulsa da ogni regola, valore morale, principio etico e ragionevolezza.

Ma il vero cancro, é rappresentato da tutta quella corte di sudditi, servi e ruffiani che da oltre quindici anni, in barba ad ogni logica, deontologia e morale, lo sostengono con il vigore e la fedeltà di uno scudiero verso il suo il cavaliere. Era dai tempi di Mussolini che non si assisteva ad una tale tragica farsa benché la circostanza si assomigli, molto di più di quanto non si pensi e non si voglia far credere.

L’antiberlusconismo, quindi, è un irrinunciabile atto di ribellione sociale, etica e morale. Si dissocia, da ogni personalismo, rivendicazione o appartenenza culturale per elevarsi oltre la retorica e la bagarre. L’antiberlusconismo (come l’antifascismo) è una moderna forma di resistenza – un atto dovuto, un dovere civile dal quale, nessuno, si può (o si dovrebbe) sottrarre.

La sua ricandidatura alle prossime elezioni politiche (se mai ci arriverà), sancirà la sua peggiore disfatta. Amen!!



Gianni Tirelli

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