IL RITORNO DEL CAVALIERE NANO - “LA
DISFATTA
”....di G.Tirelli
La nuova discesa in campo di Berlusconi, ci
permetterà (e gli va dato merito), di avere un dato statistico preciso, sulla
percentuale di analfabetismo etico, morale e culturale, in cui versa la società
italiana, e che come una ferita aperta tormenta ancora il nostro paese.
L’nnuncio del Cavaliere nano a
ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, non può che riconfermare la sua
natura laida (sporca, sudicia tanto da provocare ripugnanza). Una persona, limitata
e deformata dal nanismo, che cela all’interno delle sue scarpe alti spessori,
illudendosi così di correggere (senza risultati evidenti) gli scherzi e i
capricci di una natura malevola e distratta - uno zimbello, un buffone, che
all’origine dei suoi comportamenti adduce un grave e pericoloso disturbo
psichiatrico, imputabile a laceranti complessi di inferiorità, che nella
contraffazione del proprio corpo e dell’Io, negano la realtà e l’evidenza.
Un
codardo senza spina dorsale con la propensione al tradimento - un uomo piccolo,
privo di charme, che veste come un manichino di un negozio di provincia. Ha un
linguaggio banale e nega tutto ciò che è evidente. Per lui la bugia costituisce
una regola comportamentale e la sua introiezione proiettiva lo porta ad
attribuire agli avversari tutti i suoi difetti, a cominciare dalla menzogna.
Una merdina umana che paga i giudici per manipolare le sentenze, le donne per
soddisfare i suoi irrefrenabili e morbosi impulsi sessuali, i senatori per
ottenere la fiducia al suo governo, i giornali per delegittimare i suoi
avversari e ogni altra cosa, che nella sua mente bacata, immagina possa
delegittimare la sua persona e compromettere il suo potere. Lui, l’esempio più
degradante, vergognoso e destabilizzante che una società civile e democratica
possa immaginare di meritarsi. Un vecchio rincoglionito che si alimenta di
protagonismo: una vera e propria tele/dipendenza che, venendo meno, lo
costringerebbe ad una agghiacciante e suicida solitudine.
Cos'è dunque l'antiberlusconismo, se non un
atto dovuto, democratico e necessario di ferma indignazione, volto a
contrastare un’orda di cialtroni senza vergogna, responsabili del degrado
etico, morale e ambientale di questo paese? Una vera società a delinquere che
ha mortificato la sacralità del parlamento, trasformandolo in un distributore
di privilegi, impunità e di potere.
Questa gente, tutela il crimine e la
criminalità, essendone parte integrante, nella nuova veste di procacciatore di
affari e cassaforte di profitti.
Potrà mai la cultura avere a che fare con
questa cricca? Potrei aggiungere, inoltre, che i motivi che aggregano questi
particolari soggetti, e che rendono così, apparentemente coesa la loro Banda,
vanno ricercati in quella condizione psicologica e psichiatrica, che interviene
in maniera devastante sulla loro capacità e libertà di giudizio. La loro
intelligenza, non ha avuto modo di evolversi, e quindi di produrre cultura e
buon senso. Vivono al di la di una muraglia, innalzata per difendersi dagli
attacchi dell’uomo ragionevole, che combattono con le armi del populismo, e
della contraffazione della realtà – usando le armi improprie della televisione
commerciale, killeraggio giornalistico e di alcune reti di stato, messe sotto
scacco dallo sporco commercio della altrui dignità. Praticano in maniera
disinvolta e trasversale, il rancore, l’invidia e la menzogna, in modo del
tutto naturale, come a palesarne una virtù. Odio represso, astio, acredine,
complessi di inferiorità e frustrazione, sono, in seguito, gli effetti
degenerativi di un tale stato psicotico, che rischiano di innescare pericolose
derive populiste e autoritarie. La storia insegna!!
L’esperienza passata del nazi/fascismo, e
la tanta sbandierata memoria storica, hanno attraversato le coscienze degli
italiani, senza lasciarne la minima traccia. Occupati come sono all’esercizio
del qualunquismo e a coltivare l’ignoranza, fra un reality show e un derby
calcistico.
Il mondo intero sta andando a puttane per
personaggi come Berlusconi, che ne rappresenta l’archetipo; persone tristi,
sole, frustrate e infelici che non hanno mai assaporato la gioia profonda di un
gesto di vera consapevolezza, di autentico affetto e di una stretta di mano
sincera e disinteressata.
Ed é proprio in momenti straordinari come
questi che le vittime cercano conforto fra le braccia del proprio carnefice, ma
non solo; lo sostengono e lo acclamano al fine di esorcizzare la loro
miserabile e miserevole condizione.
Il significato di votare Berlusconi sta nel
condividere con lui lo sprezzo per le istituzione, la menzogna, la volgarità,
l’illegalità e la totale assenza dei concetti di vergogna, di etica e di
morale. Gli italiani che votano Berlusconi, in gran parte appartengono ai ceti
meno abbienti, con un livello culturale che rasenta l’analfabetismo. Il
restante numero, è relativo, all’oscura borghesia industriale confessionale
che, attraverso la corruzione, la falsificazione, la collusione e
l’intimidazione, ha raggiunto il suo perverso potere. Ed è nell’esercizio del
potere che questa brutta cricca, intende riscattare la sua origine zotica e
provinciale, e questo é il motivo di tanto odio e di un’invidia mal celata, nei
confronti degli uomini di cultura e della cultura nel suo significato più
generale.
I danni causati al nostro paese da Silvio Berlusconi, sono la somma
di tre comportamenti significativi:
a) Relativi alla sua veste di
imprenditore, proprietario di tre reti televisive in virtù delle quali si
pianificano le ragioni e il futuro dei nostri figli, omologati da beceri
programmi di intrattenimento, la cui portata diseducatrice e destabilizzante, è
totale.
b) Al sincretismo diabolico fra il potere
privato, il potere politico e la criminalità organizzata.
c) Relativi a un modello forviante, esempio
negativo, riconducibile alla vita privata di un Primo ministro, avulsa da ogni
regola, valore morale, principio etico e ragionevolezza.
Ma il vero cancro, é rappresentato da tutta
quella corte di sudditi, servi e ruffiani che da oltre quindici anni, in barba
ad ogni logica, deontologia e morale, lo sostengono con il vigore e la fedeltà
di uno scudiero verso il suo il cavaliere. Era dai tempi di Mussolini che non
si assisteva ad una tale tragica farsa benché la circostanza si assomigli,
molto di più di quanto non si pensi e non si voglia far credere.
L’antiberlusconismo, quindi, è un
irrinunciabile atto di ribellione sociale, etica e morale. Si dissocia, da ogni
personalismo, rivendicazione o appartenenza culturale per elevarsi oltre la
retorica e la bagarre. L’antiberlusconismo (come l’antifascismo) è una moderna
forma di resistenza – un atto dovuto, un dovere civile dal quale, nessuno, si
può (o si dovrebbe) sottrarre.
La sua ricandidatura alle prossime
elezioni politiche (se mai ci arriverà), sancirà la sua peggiore disfatta.
Amen!!
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