LA GRANDE PAURA – La più potente arma di controllo di
massa in uso al Sistema Potere.....di G.Tirelli
L’effetto più crudele che la società dei consumi ha
prodotto sugli individui, e che più di ogni altro ne condiziona le scelte, si
identifica in un disagio psichico invalidante e costante, che ne compromette
ogni forma di felicità, passione e sentimento di solidarietà. L’origine di
questo stato mentale, si colloca in quella dimensione di grande paura
architettata ad arte dal Sistema Potere, in virtù della quale è in grado di
influenzare e suggestionare i comportamenti individuali, omologandoli ai suoi
interessi particolari e più nefandi.
La paura dell’uomo moderno in quanto, elemento improprio
di un habitat in cui non si riconosce, unita alla paura sociale, relativa alla
perdita del lavoro, della dignità e dell’impossibilità di provvedere con
continuità a tutto ciò che il suo status gli impone, lo costringe alla rinuncia
di ogni individualità e identità, dentro un appiattimento di comportamenti e
pensieri condivisi per assuefazione, emulazione, deresponsabilizzazione, e come
male minore.
Questa eccezionale forma di omologazione, dettata dalla
paura, costringe gli individui ad adeguarsi ad una sottocultura dominante,
inattiva e monolitica, senza potersi concedere slanci personalistici verso
l’esterno, castrando ogni impulso liberatorio e rivoluzionario. Disperazione e
solitudine regnano sovrane nella loro anima e, contrariamente a quanto si
potrebbe pensare, aspirano all’immortalità.
La paura di essere additato come “diverso” li fa
precipitare in uno stato di angoscia persistente che solo un rientro
nell’omologazione, può attenuare. Questo è lo spaccato delle nostre moderne
società liberiste, che per tale motivo, non sono in grado di aspirazioni,
personalizzazioni e di rivoluzioni. L’uso politico della paura, poi, brandita
come arma, attraverso l’opera di mistificazione della verità e di
contraffazione della realtà, si prefigge lo scopo di allertare e dissuadere la
gente da scelte personali, incompatibili con le strategie populiste e perverse
del potere.
La paura indotta dall’incertezza economica, dalla
precarietà del lavoro, dall’assenza di futuro, dal trauma della separazione, e
ancora, la paura del diverso, sono tutte moderne e giustificate forme
patologiche di paura, indotte da una condizione sociale e ambientale già oltre
i ragionevoli limiti della comprensione. Tutte quante insieme, sono
l’estensione di quel primario disagio esistenziale che si identifica nella
paura della morte.
Un tale stato di cose, non è che risultato dell’assenza
di spiritualità, congiunta alla perdita di autonomia, di autosufficienza e
indipendenza culturale e, più in generale, di quella autentica libertà che
trasforma in civile una società devastata dalla barbarie.
Abbiamo mercificato con il Sistema Liberista Relativista
le nostre originarie responsabilità individuali, rinunciando agli
indispensabili parametri di riferimento, in cambio di subdole dipendenze,
effimera vanità e quotidiana trasgressione. Ci hanno spacciato licenza per
libertà, e omologazione per benessere, e tutto questo si è tradotto in paura,
incertezza e frustrazione.
Il percorso che ci conduce alla liberazione, è immacolato
e ininterrotto, come l’acqua del fiume che, dalla sorgente, scorre fluida e
limpida, dentro l’alveo del suo destino, per poi sconfinare dentro l’immenso
mare delle sue ragioni. Se un grosso masso, frapponendosi al regolare scorrere
dell’acqua, ne interrompe il suo corso, il fiume esonderà, allagando e
sommergendo ogni forma di vita circostante. Così, la paura, interviene nella
nostra vita come un grosso masso, che ci preclude ogni vera gioia e speranza.
Per questo, ogni comportamento umano che non sottostà a tali principi, tende a
produrre scorie mentali e detriti morali che vanno ad occludere, ostruire, le
finissime trame di quel filtro che è la nostra coscienza. Mantenerlo pulito è
il nostro compito.
Non esistono scorciatoie alternative, al sentiero
luminoso della dignità umana! Ogni strategia risulta essere vana e ci allontana
ulteriormente dalla felicità, dalla comprensione della vita, in’antitesi con la
volontà del Mistero.
La paura, oggi, è il perno intorno al quale ruota la
nostra esistenza, condizionando le nostre scelte, i rapporti umani, emozioni e
sentimenti. E’ la paura, l’origine prima della depressione – un tormento
esistenziale che affonda le sue radici nella mancanza di autostima e personale
gratificazione. Le società moderne e consumiste sono permeate da questo disagio
invalidante, che finisce con l’appiattire e omologare gli individui dentro una
condizione di particolare subalternità e, in molti casi, di schiavitù verso
l’idea dominante del Sistema Liberista Relativista, oggi, unico e solo
parametro di riferimento.
I sorrisi smaglianti e commoventi di bambini senza pane e
senza acqua e, di altri, affetti dalle più diverse patologie da denutrizione e
di natura igienico-sanitarie, sono il prodotto miracoloso di una filosofia
dell’anima, applicata al quotidiano dove, la convinzione naturale e logica di
un altro mondo, giusto e ricco di promesse, edulcora e sdrammatizza ogni
avversità terrena, fino ad accettarla come necessaria. Questo perché, la loro
condizione (qualunque sia), non prescinde mai dalla Fede essendo, l’una,
complementare all’altra; la fusione di due metalli in una lega inossidabile e
indissolubile, impermeabile ad ogni paura e debolezza. Noi occidentali,
diversamente, oberati da comodità invalidanti e concentrati a tempo pieno sui
modelli di un’esteriorità effimera e voluttuaria, abbiamo tradito i presupposti
stessi dell’esistenza, snaturando la nostra funzione primaria di servi del
mistero, per precipitare dentro il buio della nostra stupidità.
La paura, coincide con la perdita della speranza e con
l’impossibilità di intravedere un futuro. Questo perché, l’uomo tecnologico si
è trasformato in un idolatra, da quarto soldi, in perpetua adorazione di un
mondo che ha mitizzato vergogne, menzogne e infamia, a fronte di paura e
schiavitù.
Se non siamo in grado di recuperare (e non lo siamo)
tutte quelle scale di valori e di principi etici, che abbiamo mercificato in
cambio di vizio, perversione, indolenza e vanità, la Grande Paura avvolgerà per
sempre i nostri cuori e, in nessuna altra dimensione, troveremo conforto ai
morsi della nostra disubbidienza.
Gianni Tirelli
Nessun commento:
Posta un commento