UNO
STERMINIO PERPETRATO CONTRO LA DIVERSITA’ E LE SUE RAGIONI
Alfabetizzazione
e omologazione, procedono allo stesso passo, e sono le due facce di una stessa
medaglia. Spingono gli individui a uniformarsi alle tendenze dell’idea
dominante. Un opera di condizionamento e di plagio senza precedenti che, in
pochi decenni, ha scardinato ogni preesistente regola e personalismo, e
costretto l’individuo a tradire la sua vera natura, per sottomettersi
all’egemonia dell’industrialesimo idolatra e alle seducenti sirene del
consumismo.
Quella
che oggi, impropriamente, definiamo “la cultura”, si è rivelato arido
apprendimento; improduttivo e inconcludente.
Quanti
giovani, oggi, hanno buttato il loro prezioso tempo, chini sui banchi di
scuola, dentro atenei caotici fra, master, stages e improbabili
specializzazioni? Quanti hanno rinunciato a vivere, per rincorrere, il mito di
una laurea, svuotata di ogni significato e intenzione, per coronare l’ambizione
dei loro padri? Quante energie e sudati risparmi, è costato tutto questo?
Meglio
sarebbe stato per loro zappare un campo, coltivare patate - raccogliere i
frutti della fatica, dando alla propria esistenza, un senso, una dignità e una
vera libertà.
Che
futuro avranno mai questi ragazzi, quando oggi, il Sistema li ha derubati della
capacità di volare, da soli e liberi, incatenandoli all’illusione e alla paura?
Meglio
sarebbe stato per loro impastare cemento. Costruire una casa di pietra, sulla
collina, fra i sugheri le querce. E poi al tramonto, rincasare, e perdersi
nella magia dei sorrisi e garriti di gioia, di marmocchi analfabeti, gonfi d’amore
e di sincera meraviglia - e prima di abbandonarsi fra le braccia di Morfeo,
ringraziare Dio per tanta felicità, aspettando il nuovo giorno, ricco di
promesse, di speranza e di significati.
Il
mito dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione obbligatoria, sdoganato dal
Sistema Bestia come riscatto ad una condizione di ignoranza, accesso alla
società civile, e come presupposto per un lavoro dignitoso (mortificando così
il lavoro della terra, vera conoscenza, tradizioni, principi e valori), è
miseramente fallito.
La
perdita di autonomia e autosufficienza, (un tempo, valori fondamentale
dell’illuminata società contadina), ci ha relegato dentro una schiavitù senza
catene, omologando gli individui e privandoli dei personalismi, immaginazione e
slanci rivoluzionari. Per il Sistema una vera pacchia!!
Nelle
società del passato, la cultura rappresentava l’insieme della conoscenza di un
popolo, delle sue infinite diversità e peculiarità individuali – un perfetto
meccanismo logico di interazione positiva e di simbiosi mutualistica, fuori da
ogni settarismo socio-culturale e politico.
L’analfabeta,
proprio in virtù del suo stato, ha sviluppato particolari e sofisticate
caratteristiche, diverse ma complementari a quelle di un qualsiasi acculturato.
Così, come il non vedente, amplifica il tatto, l’udito e la sfera della
percezione.
Se
interrompiamo la catena del reciproco bisogno, tutto perde il suo senso!!!
Ogni
essere umano ha un suo ruolo ben definito, come le caselle di un mosaico che in
virtù della loro corretta collocazione, conseguono a completare nella sua
integrità il “Disegno” originario. In una società funzionale e felice, ogni
individuo è portatore di ricchezza, perché il potere ha bisogno del popolo
nella misura in cui, il popolo, ha bisogno del potere.
La
diversità, come tale, è il presupposto fondamentale e valore ineludibile, senza
la quale, nulla potrebbe esistere – baluardo di libertà e giustizia,
solidarietà e pietas.
Il
Sistema Liberista Relativista, oggi, intende scardinare le logiche imperiture
della convivenza, per dare corso ad un progetto di distruzione e di schiavitù,
che neppure il peggiore dei regimi, sarebbe mai stato in grado di immaginare.
Dunque, prima di sapere scrivere e leggere, avremmo dovuto imparare a pensare,
a contemplare e a trascendere, per deliberare le nostre scelte in funzione di
solidi punti di riferimento.
Le
vere tragedie dell’umanità, si sono concentrate e consumate in questi ultimi
cento anni di storia del mondo; prima e seconda guerra mondiale, nazismo, bomba
atomica, catastrofe ambientale, biotecnologie, deriva etica e morale e la più
devastante (che incorpora al suo interno tutte le altre): il relativismo
liberista. L’orrore di tutto questo, non si rifà alla conta, delle vittime sul
campo, ma alle modalità, scopi e finalità, che le hanno prodotte, non che alla
velocità e livello di crudeltà in cui si sono susseguite. Uno sterminio
perpetrato contro la diversità e le sue ragioni.
Un
olocausto dello spirito e della speranza che, sulla paura, ha edificato il suo
potere perverso, e resa inutile, improduttiva e illogica, la nostra esistenza
sul pianeta.
La
ricchezza e la qualità della vita di un paese, dunque, non sono relative al
numero di laureati che riesce a sfornare, ma bensì, al numero di individui che
decidono di occuparsi di ambiente, artigianato, agricoltura biologica,
tradizioni e cultura e in una parola sola, di “diversità”.
Oggi
puoi scegliere di comprare una laurea così come acquisti un cellulare, e
diventare in questo modo, un ulteriore elemento inquinatore, a scapito di chi
lavora in tutt’altro senso.
Il
lavoro manuale è pulito, gratificante e liberatorio. Concilia l’uomo con la
natura alimentando la sua fede in Dio - trasforma fatica in passione e,
creatività in gioia e rende fluido e costante quell’impianto etico connaturato
regolatore e dispensatore di equilibrio, armonia e sentimento di solidarietà.
Tutto
questo si traduce in un naturale timore riverenziale verso il Supremo, dando
senso alla nostra esistenza.
La
natura, della quale siamo umili servitori, esige da noi tutti, un totale
rispetto e, solo attraverso interventi blandi, dolci, correttivi e mai
invasivi, ci è permesso di interagire con Lei.
Quando
tutti saremo laureati in massa, il nostro sarà un futuro di schiavitù, di
dolore e di follia nelle mani insanguinate di potenti commercianti alla mercé
di Satana.
Parole
al vento le mie!! tutto è ormai alla fine.
Gianni
Tirelli
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