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Scontri in suk Aleppo, 235 ribelli uccisi

01 ottobre, 15:46

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Soldati siriani impegnati in combattimento ad Aleppo
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Scontri in suk Aleppo, 235 ribelli uccisi
Violenti combattimenti sono in corso nel suk di Aleppo, che si trova nella cittadella dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Lo ha constatato un corrispondente della France Presse sul posto.
Gli scontri furenti vedono opposti i ribelli, rintanati all'interno del suk, e i soldati posizionati all'esterno. Già ieri una parte consistente del suk, coperto, era stata distrutta dai combattimenti, nella quale, secondo i media filo-governativi siriani, sono stati uccisi 235 ribelli.
Le fiamme avrebbero già distrutto 500 negozi. Lo scrive il filo-governativo al Watan, accusando i ribelli per i danneggiamenti nell'area. Ieri l'Unesco aveva lanciato un appello a tutte le forze per 'fare il possibile' per risparmiare questi monumenti che hanno 'così tanto contribuito alla crescita e alla prosperità della Siria'.
I ribelli avevano annunciato giovedì di aver lanciato un 'attacco decisivo' per la conquista della citta' in poche ore. Ma cosi' non e' stato. Il governo ha rafforzato il dispostivo militare nella zona.
Diciassette civili, secondo l'agenzia governativa siriana Sana, sono stati uccisi in un attacco di "terroristi" contro un villaggio nella provincia di Homs. L'attacco, precisa la Sana, è avvenuto ieri contro il villaggio di Al Haidariya, vicino a Quseir, a colpi di mortaio e di armi automatiche. Secondo la stessa fonte gli assalitori avrebbero rapito anche un numero imprecisato di abitanti.
Bombardamenti governativi sono segnalati dai Comitati dell'opposizione su diverse località fin dalle prime ore di oggi. Tra queste, Qusair e Hula, nella provincia di Homs, e Kafrzita, in quella di Hama. Secondo gli Lcc vi sarebbero decine di vittime.
La Giordania ha rafforzato il dispositivo delle sue truppe lungo il confine con la Siria, con l'invio negli ultimi due giorni di nuove truppe e decine di carri armati, secondo quanto riferisce il quotidiano Al Ghad, citando testimoni.
I residenti delle località sulla strada verso la frontiera e della città di Tura, vicino al confine, hanno detto di aver visto arrivare una quantità di soldati "come mai prima" e una cinquantina di carri armati. Una fonte degli apparati di sicurezza di Amman ha detto che la decisione di rafforzare le difese è stata presa in seguito all'intensificarsi degli scontri tra ribelli e forze governatve siriane oltre confine, durante i quali diversi proiettili di artiglieria sono caduti in territorio giordano.