Catherine O’Driscoll è la
fondatrice del Canine Health Concern, un’associazione che lotta contro
l’ipervaccinazione degli animali e promuove la diffusione della ricerca
indipendente e dell’informazione, che sono la base di una scelta libera e
consapevole.
Nel libro pubblicato da Impronte
di Luce, Shock al sistema!, C.
O’Driscoll, partendo dai vaccini e dai protocolli di vaccinazione, mette in
dubbio il modo in cui oggi affrontiamo il problema delle malattie e la loro
prevenzione e, con esso, il sistema industriale, economico, medico e politico
che sostiene lo status quo del mondo sanitario.
Già dalla lettura delle prime
pagine del libro, un custode di animale non può fare a meno di porsi molte domande,
e di stupirsi per non essersele mai poste prima.
- Se vaccinare comporta dei
rischi, se le stesse multinazionali del farmaco ammettono nei propri manuali e
nei foglietti illustrativi che i vaccini possono dare luogo a reazioni avverse,
anche gravi, dallo stato infiammatorio, alle malattie autoimmuni, fino alla
morte;
- se la copertura dalla malattia,
che si vuole prevenire col vaccino, non è garantita al 100%;
- se le multinazionali del
farmaco ammettono che: “l’immunocompetenza dell’animale può essere compromessa
da diversi fattori fra cui scarse condizioni di salute, condizioni
nutrizionali, fattori genetici, terapie farmacologiche concomitanti e stress”,
la prima domanda che un
custode di animali potrebbe porsi, sarebbe: “perché non sono stato informato?
probabilmente avrei fatto vaccinare comunque il mio animale ma, avevo il
diritto di, e comunque avrei preferito, ricevere queste informazioni!”.
Solitamente i custodi degli
animali non hanno la possibilità di accedere ai foglietti illustrativi o al
materiale di ricerca che invece i veterinari possono leggere.
Questo fa si che i custodi di
animali non siano messi in grado di fare scelte informate e consapevoli bensì
solo di fare ciò che viene detto loro.
Per aiutare a fare chiarezza
sulle reazioni avverse, l’autrice espone i risultati di studi scientifici in
merito; inoltre elenca le descrizioni di tutte le patologie conosciute che
possono essere indotte dai vaccini e mette in relazione una serie di dati
raccolti da diversi veterinari nel corso della loro esperienza professionale,
sulle patologie che hanno riscontrato sui propri pazienti dopo la
somministrazione di vaccini.
O’Driscoll dà voce ai molti veterinari
che oggi cominciano ad avvertire la necessità di un cambiamento.
In particolare si sofferma
sull’esigenza di studi indipendenti per rendere i vaccini e il protocollo di
vaccinazione più sicuri. A tale scopo riporta per esteso il testo di una lettera
aperta di alcuni veterinari inglesi, pubblicata nel 2004 sul Veterinary
Times, che intendeva portare all’attenzione
dell’opinione pubblica il problema della rivaccinazione annuale;
una lettera che da sola dà la misura dell’urgenza e dell’importanza del
problema.
In essa, citando il rapporto
annuale del Comitato dei Medici Veterinari Americani (AVMA), i veterinari
inglesi firmatari, affermano che “la raccomandazione di rivaccinare
annualmente, che si trova spesso scritta su molti foglietti illustrativi di
diversi vaccini, è basata su un precedente storico e non su dati scientifici”.
Nella rivista ufficiale
dell’AVMA del 1995 si afferma che:
“ci sono prove che alcuni vaccini producano immunità oltre l’anno. In effetti,
secondo le ricerche, non esiste alcuna prova che molte delle vaccinazioni
annuali siano necessarie e la protezione, in molti casi, potrebbe durare per
tutta la vita dell’animale”; e poi ancora: “La rivaccinazione dei pazienti con
immunità sufficiente non migliora in maniera misurabile la loro resistenza alla
malattia e potrebbe aumentare il rischio di eventi avversi post-vaccinazione”.
Infine afferma che: “Gli eventi avversi possono essere associati con
l’antigene, l’adiuvante, il vettore, i conservanti o la loro combinazione. Fra
i possibili eventi
avversi vi sono: mancata
immunizzazione, anafilassi, immunosoppressione, disordini autoimmuni, infezioni
transitorie e/o condizioni a lungo termine di portatore infetto”.
Nella stessa lettera viene citato
il rapporto della Task force sui vaccini dell’American Animal Hospital
Association (AAHA), pubblicato nel 2003, che evidenzia: “le attuali conoscenze
sostengono l’affermazione che nessun vaccino è sempre sicuro, nessun vaccino è
sempre protettivo e nessun vaccino è sempre indicato”; “la memoria immunologica
garantisce immunità, per le malattie infettive principali, che superano di gran
lunga il tradizionale consiglio di rivaccinare annualmente. Questo fatto è
sostenuto da un corpo crescente di informazioni veterinarie nonché da una ben
sviluppata vigilanza epidemiologica in medicina umana, i quali indicano che
l’immunità indotta dalla vaccinazione è estremamente durevole e, in molti casi,
si estende per tutta la vita”.
La lettera si chiude con un
appello dei veterinari firmatari alla loro professione affinché cessi la
politica di rivaccinazione annuale; e ancora: “la politica, la tradizione o il
benessere economico dei chirurghi veterinari e delle compagnie farmaceutiche
non dovrebbero influenzare le decisioni mediche. E’ comunemente accettato che
la visita annuale dell’animale sia consigliabile. Sottovalutiamo noi stessi,
tuttavia, se agganciamo questo servizio essenziale sulle spalle della
vaccinazione …”.
Se non esiste evidenza
scientifica che sia necessaria la rivaccinazione annuale, la domanda
successiva, che il lettore potrebbe porsi, sarebbe: “ma perché ogni anno
devo portare il mio animale a rifare lo stesso vaccino, e ogni volta spendere
del denaro perché gli venga inoculata una sostanza che non è strettamente
necessaria ed è potenzialmente dannosa?”
Nell’ultima parte del libro,
l’attenzione si sposta dai vaccini per estendersi a tutto il sistema sanitario
vigente, ai farmaci, agli antiparassitari, al cibo industriale, alla ricerca
che, sovvenzionata dalle multinazionali farmaceutiche, non ha interesse a
esplorare certi argomenti, alla formazione della professione veterinaria che
per fare un esempio, studia anche su testi pubblicati dalle multinazionali del
farmaco.
Infine, l’autrice propone
alternative ai vaccini, come il nosode omeopatico, propone diversi tipi di
alimentazione non industriale e indica le terapie per sconfiggere lo stress
degli animali e dei loro custodi, stress che, come detto all’inizio, le stesse
multinazionali del farmaco affermano che può compromettere l’immunocompetenza.
Shock al sistema! è un libro prezioso, che spinge alla riflessione, a
rivedere il nostro sistema di credenze, a porci sempre delle domande e a
cercare tra le varie risposte la migliore possibile, a essere i primi artefici
del nostro benessere e di quello dei nostri animali.
Un libro molto interessante, che
si presta anche alla consultazione per le preziose informazioni tecniche che
contiene.
Mariposa
COGLIAMO L'OCCASIONE PER DARE IL BENVENUTO A "MARIPOSA", SPERANDO IN UNA PROFICUA COLLABORAZIONE, complimenti per il post....caneliberonline
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