IL MOVIMENTO
FISICO, FONTE DI GIOIA, DI BELLEZZA E SALUTE
“710
miliardi di euro, il costo dell’inattività fisica in America, in un anno”
Anche l’essere
umano, al pari di tutte le altre forme di vita, caratterizza la sua originaria
natura su un elemento principe e fondamentale che è alla base di ogni sua
funzione: il movimento fisico. Il movimento costante e metodico del corpo, ha
una funzione rigenerante, purificante, catartica ed equilibrante, atta
all’espulsione e alla sintesi di tutte quelle scorie e tossine organiche e
psicologiche che il nostro metabolismo produce quotidianamente. Stimola la
produzione di endorfine che agiscono sull’umore, fortificando il pensiero
positivo.
Stitichezza,
mal di testa, mal di schiena, problemi digestivi, tiroidei, cardiovascolari,
diabete, tumori e affini, non sono che gli effetti collaterali e le conseguenze
logiche di un’immobilità cronica e sistematica, che hanno trasformato
l’individuo moderno in un handicappato - paradigma di un’esistenza svuotata
da ogni volontà, intraprendenza, personalismo e slancio rivoluzionario. La cura
farmacologica, poi, é una ulteriore mazzata alle già precarie condizioni di
questo singolare “soggetto” che, oltre al rischio di assuefazione, dovrà pagare
gli effetti devastanti delle sue controindicazioni. L’omologazione al ribasso
della dignità umana, è il risultato indotto dell’inattività fisica e della
supina accettazione del dogma liberista. Quelle che oggi sono definite “le
comodità” e che, diversamente dai propositi, si sono rivelate come l’inedita
schiavitù di un inferno quotidiano, hanno drasticamente e drammaticamente
azzerato la soglia di sopportazione del “dolore” e tradotto ogni atto e
pensiero in dipendenza e inettitudine morale, terreno di cultura del vizio,
dell’ozio e della perversione.
Ma noi vogliamo
questo e quello: l’aspirapolvere, il frullatore, il vibratore, la lava piatti,
l’inceneritore, il trattore, il reattore, il miscelatore, il ricettore, il
motore, il condizionatore, il lettore e il traduttore, a fronte di una comodità
invalidante, causa di obesità e delle conseguenti patologie da immobilismo
cronico. Esiste per tanto un alimento indispensabile e vitale per l’uomo che
sempre viene disatteso; IL MOVIMENTO FISICO MOTIVATO. Questo fattore X
interagisce modificando, scomponendo, filtrando ed espellendo tuto ciò che di
nocivo incameriamo sotto forma di cibo e di liquidi all’interno del nostro
corpo. Ragione in più di questi tempi, dove ogni cosa è contraffatta,
contaminata, manipolata, dopata, alterata e pompata. Senza l’apporto di questo
“Elemento Alimento”, nessun’altra suggestiva dieta o alternativa, sbandierata
dalla propaganda liberista, potrà mai dare seri risultati sotto il profilo
della salute (che è anche bellezza), della gioia e di un equilibrio
psico/fisico costante nel tempo.
In verità, la
fatica fisica, applicata ai bisogni primari ed essenziali dell’uomo, ha
l’originaria funzione di produrre gioia, appagamento, salute e concorre
all’interazione creativa con il resto del mondo e delle sue ragioni, generando
conoscenza e spiritualità. Ogni problema di natura psicologica e neurologica,
non può accampare alcun diritto nell’ambito dell’attività dell’individuo
mobile, essendo lo stesso, per sua natura, repellente, impermeabile e
incompatibile con intromissioni di natura psicotica.
Noi, che
dovremmo essere api e formiche, ci siamo ridotti a cicale e termiti. Questa
condizione, protratta nel tempo, è trasfigurata in una vera e propria patologia
incurabile, cronica e degenerativa, esente da ogni possibile cura o terapia, che
non sia l’azzeramento dell’uomo moderno relativista.
Lo scollamento dalla natura,
sommato all’infiacchimento deresponsabilizzante innescato dal processo
industriale liberista, hanno prodotto quello che è, oggi, l’uomo immobile; una
larva molle e viscida, priva e privata da ogni capacità reattiva,
consapevolezza e senso della realtà.
Questa condizione, per
stringente e logica conseguenza, ha prodotto, inoltre, un individuo incapace di
veri sentimenti, costringendolo ad uno stato di dissociazione perenne e
alterando ogni confine fra la
follia e la realtà.
Del resto, anche la qualità e la
forza delle emozioni sono il risultato di impegno, di consapevolezza e
discernimento e, tutte, fanno capo a quell’impulso rigeneratore e
rivoluzionario che trasforma l’uomo in credente, e l’immobilità in azione: la
volontà.
Le inette, pavide e rammollite
società liberiste occidentali, incancrenite e imbrigliate fra le nodosità di
una burocrazia carceraria e da uno stle di vita parassitario, sono destinate (a
breve) a soccombere di fronte all’invasione delle popolazioni dei paesi più
poveri, individui mobili, forti, volenterosi, sani, passionali e pronti a ogni
tipo di difficoltà e di sacrificio.
La nostra è una nazione di
vecchi rimbambiti e di tanti giovani refrattari ad ogni sforzo fisico
(retoriche eccezioni a parte) che pianificano la loro vita di fronte a beceri
programmi televisivi di intrattenimento, computer e video giochi, la cui
portata diseducatrice e destabilizzante, è totale.
Comunque sia, e da qualsiasi
lato la si voglia vedere, le nostre società occidentali (Italia in primis)
dovranno pagare il prezzo della loro immobiltà, inadeguatezza e presunzione.
E’ tempo di alzare il culo dal
divano delle libertà e impugnare la zappa per produrre vera energia. Non siamo
che un branco di debosciati al servizio delle nostre debolezze, paure e
dipendenze.
Gianni Tirelli
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