LA MARCIA DELLE MELE MARCE
Sfilano in corteo contro il Tribunale di
Milano per difendere un pregiudicato.
Sono loro, la vera vergogna di questo paese!
Un’invasione subdolamente pacifica
organizzata dai parlamentari del PDL, più simile alla messinscena di un
commiato funebre, permeata di celata vergogna e di palpabile imbarazzo, dove un
eroico servo del potere accennava timidamente l’aria dell’inno d’Italia, in
stridente contrasto con le immagini sacre e attonite di Falcone e Borsellino.
Una pagina nera della storia repubblicana,
dove un branco di bifolchi idioti, impostori e ipocriti per diritto di nascita,
marciano compatti sotto le mentite spoglie di paladini di giustizia, allo scopo
di intimidire e delegittimare quel da sempre nemico naturale che oggi si
appresta a mettere le mani sul loro più redditizio investimento: il Nano
Malefico.
Non dimentichiamo inoltre tutta la corte
scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti, papponi e puttane, è consapevole
del fatto che, una volta detronizzato il Grande Corruttore, per loro sarà la
fine, e niente e nessuno potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione
di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e
miserabile esistenza. Così, i pretoriani dell’Imperatore NANO, si vedranno
costretti fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che,
nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione
etimologica.
Allora, Silvio Berlusconi, affermava che la
signorina Ruby (prostituta riconosciuta) avesse mentito sulla sua vera età e
sulla presunta parentela con Mubarak!
“314 deputati, hanno ritenuto legittima la
richiesta di sollevare davanti alla corte costituzionale un conflitto di
attribuzione nei confronti dell’autorità giudiziaria, per spostare il processo
“Ruby” dal tribunale di Milano al tribunale dei ministri, sulla base di una
grottesca motivazione che ha ridicolizzato l’intero paese agli occhi del mondo”.
Una delle farse più rivoltanti e grottesche che un parlamento abbia potuto
ospitare in periodo di pace!
E
oggi la commedia si ripete! Così il PDL occupa un tribunale pretendendo
l’impunità per il proprio padrone NANO. E non per “amore e fedeltà verso Berlusconi”,
ma per proteggere il loro investimento più proficuo, venendo a mancare il
quale, sono costretti a rientrare nel totale anonimato di sempre, e con le
pezze al culo!! In realtà odiano il NANO e si disprezzano reciprocamente ben
celati dietro le maschere di un’ipocrisia connaturata. E' un classico di questa
feccia umana! La dimostrazione evidente, si evince dalla ricomparsa - dopo la
fuga - del Berlusca in campagna elettorale, che con le sue iperboliche promesse
da pacchista navigato ha fatto leva sull'ignoranza e carpito la buona fede
degli elettori oramai alla canna del gas. Se non fosse intervenuto
l'imbonitore, a questo punto sarebbero tutti e quanti a cercarsi un lavoro; chi
a leccare il culo, mercificando la propria dignità, chi al vecchio mestiere del
puttaneggio!!
Napolitano, diversamente dal mandare l'esercito contro questi
criminali di professione incriccati, reagisce con un timido "richiamo alla
responsabilità" e una convocazione d'urgenza del CSM. Una vergogna senza
se e senza ma.
Solo vergogna e pena per questi rettili che
presto saranno schiacciati dal tallone del popolo italiano che ha già dato
inizio ad una rivoluzione senza precedenti.
Questi oramai non più rari esemplari
umanoidi, sono a tal punto marci nel profondo, che paragonali a beduini,
maiali, ratti, pecore, vermi e sanguisughe, ecc.. rischiamo di offendere queste
categorie che, in realtà, svolgono una funzione importante nella catena
alimentare!! Del resto anche la Merda possiede proprietà antiossidanti e
fertilizzanti!!
E che dire, di queste sedicenti donne di
destra?
Vi pare che un tale coacervo di cervelli,
vuoti a perdere, rifiuti residuali della peggiore feccia umana in circolazione,
abbia una benché minimo punto in comune con la destra liberale del novecento,
etica, colta e aristocratica? Roba da fare rivoltare nella tomba Benedetto
Croce, Filippo Tommaso Marinetti, Gabriele D’Annunzio, il tanto dibattuto Don
Luigi Sturzo, lo stesso Almirante e il compianto Indro Montanelli.
Queste signore, sono la rappresentazione “plastica”
del “partito della monnezza umana -
rifiuti pericolosi dispersi sul tessuto sociale, prodotti dalla macchina
del fango delle libertà perdute. Sono le scorie tossiche dell’oscura borghesia
industriale, risultato di connivenze, corruzione, collusione, ricatto e
intimidazione.
Chiamare “donne” questi esperimenti abortiti
di genetica, e' un eufemismo - un offesa alle donne vere, alle mamme, alle
mogli e alle amanti. Sono tutte figlie di padri bambini, quelli che chiamano le
loro figlie principesse! Ecco, queste “signore” sono ancora incazzate e alla
ricerca del padre!
Le bellezze al bagno, di questa singolare e
moderna destra, è possibile incontrarle ai comizi privati e monotematici del
Grande Nano o fuori dai tribunali, riconoscibili dalle acconciature biondo platino o rosso tiziano ispirate
al mito della dea forzista - cervelli obnubilati dalle infinite tinte e visi
levigati dal botulino “fino alla soglia della cancellazione espressiva”. Vecchie befane ossigenate e cotonate,
contraffate dal bisturi di un improbabile chirurgo di quart’ordine, inceronate
come maschere di un perenne
carnevale fuori stagione e addobbate come alberi di natale di luccicanti
bigiotterie di cattivo gusto. Sono queste le fedelissime del Premier Nano,
attanagliate da un feroce complesso di inferiorità verso ogni forma di
sobrietà, gusto, intelligenza e cultura.
E in fine, è dunque un Nano deforme e
sudicio, lo status symbol di virilità e machismo, autorità e potere, nel quale
si riconoscono tanti italiani e italiane, e che esibiscono come modello di
moderna cultura e punto di riferimento estetico e di igiene personale?
Sarebbe questo, il salvatore della patria,
l’uomo della provvidenza, il mito trascendente da sempre celebrato
nell’immaginario degli italiani o, piuttosto, un millantatore da quattro soldi,
un incantatore di serpenti e un traditore della patria?
Non sono forse gli italiani, le vittime
predestinate di un masochismo perverso che, come Seneca affermava, “godono
nell’affidare il potere al turpe?”
Noi, oggi, siamo governati dall’ignoranza,
dalla sporcizia morale e dalla bruttezza, e quando questa arriva al potere,
possiamo solo pregare.
A questa, oggi sempre meno rara, specie
umanoide, non pare vero che uno della loro risma di NANI abbia raggiunto un
tale potere. Questa circostanza li esalta, sentendosi finalmente sdoganati da
quello stato di perenne emarginazione e di ignavia che, da sempre, li aveva
relegati ai margini dell’umanità, dando così loro, una visibilità insperata.
Gianni Tirelli
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