L’ECCEZIONALE STUPIDITA’ DI QUEST’EPOCA
BASTARDA
“Siamo individui senza radici, destinati a
soccombere, travolti dalla furia e dalla collera di quel Dio che abbiamo voluto
sfidare e ridicolizzare, profanando la sua Opera e violando i confini del suo
imperscrutabile disegno celeste”.
Il valore supremo e vivificante della
“diversità” (che è l’essenza stessa delle ragioni, della vita), è stato, di
fatto, soppiantato e soppresso da un’opera di omologazione mentale che non
trova precedenti nella storia dell’umanità. Non rendersi conto di questa realtà
sostanziale e lapalissiana, (che ci uniforma in una sorta di appiattimento
verso il basso, alle tendenze dominanti, propagandate e sdoganate, come
opportune, dal Sistema Relativista), la dice lunga sullo stato di narcolessia
prodotto negli individui. Siamo, tutti quanti l’effetto di un diabolico
esperimento di clonazione di massa e di lavaggio del cervello, risultato di una
speciale e inedita forma di schiavitù che, per un assurdo contrasto logico, ci
porta a ritenerci liberi. L’omologazione dei comportamenti e dei modi, in un
unico pensiero dominante, tende a raggruppare tutte le identità in una sola,
rendendo superflue, nulle e dissonanti, tutte le altre.
Un tempo, la diversità, era Regina di
creatività, di tradizione, di storia, di cultura, di immaginazione e di sapere
e, ogni essere umano rappresentava, per unicità, una delle infinite tessere che
andavano a comporre l’immagine trascendente di quell’immenso e misterioso
puzzle, icona del mistero infinito.
I fabbri del passato, per capirci,
modellavano e personalizzavano i loro strumenti di lavoro (tenaglie, pinze,
martelli, incudini, ecc) a seconda delle loro necessità, della tecnica, della
forza e della corporatura. Il prodotto della loro fatica, era unico, benedetto
e irrepetibile.
Sarti, calzolai, tessitori, tintori,
muratori, pittori e scultori, fino al più stupido garzone di bottega, erano gli
artefici di quel mondo magico e profumato che risplendeva di diversità e
dissetava i bisogni dell’anima. E’ del resto singolare il fatto, che il Sistema
Liberista, visto il contrasto logico (e diversamente dai suoi obiettivi), sia
stato in grado, più di ogni altro regime massimalista, di concepire,
pianificare e mettere in atto un’opera di omologazione e di appiattimento
culturale, unica nella storia dell’uomo.
Che cosa è rimasto, oggi, di quel mondo
che, con perfetto sincronismo, scandiva le pulsioni e le ragioni di ogni cuore,
sospinto dall’armonia danzante dello spirito divino?
L’uomo di quest’epoca bastarda, non è che
la ripetizione in serie, di una eccezionale stupidità, assunta a regola
comportamentale. E’ sempre più simile a tutta quell’infinita varietà di
tecnologie, ludiche e infantili, con le quali, in forma psicotica, si rapporta
con allarmante quotidianità,
alimentandone la dipendenza, la tossicità e lo spirito di emulazione.
Questo processo di disumanizzazione e di
snaturamento, ha avuto inizio alcuni decenni dopo la rivoluzione industriale
per attestarsi, in seguito (in un tempo eccezionalmente breve e con
un’accelerazione impressionante), in omologazione meccanica. Mai, nella storia
del mondo, si era prodotta una tale mutazione degenerativa e, in un arco di
tempo così corto.
Oggi, la vita degli individui, non ha più
alcun valore. Il loro livello, di comprensione, apprendimento, di soluzione, la
capacità mnemonica e organizzativa, sono tutte variabili, infinitamente al di
sotto delle normali funzioni delle macchine tecnologiche. Quest’uomo, così
com’è, non serve più a nulla - non è di alcuna utilità, ne a questo mondo, ne a
se stesso. Roba da rottamare!
Un qualsiasi “server” è più prezioso della
vita di un uomo! E’ dunque, questo, il sogno di libertà e benessere, a cui
tanto aspiravamo? Ci siamo ridotti al rango di schiavi e servi della nostra
cazzonaggine e inettitudine.
Abbiamo innescato un processo (ormai alla
fine), di omologazione globale, che ci porterà dritti verso l’estinzione
dell’umanità.
La mia, non è una tesi pessimistica o
un’ipotesi catastrofista, ma la proiezione logica, consapevole e scientifica
della somma di dati incontrovertibili e inconfutabili, che ci confermano,
drammaticamente, la fine di un’epoca.
Nel frattempo, la solita banda di
scienziati e ricercatori al soldo del potere economico, ci parlano di una
cellula virtuale in grado di riprodursi, e di un fantascientifico acceleratore
di particelle capace di generare, in un laboratorio (della lunghezza di 27 km
alla profondità di cento metri e dai costi incommensurabili), le cause relative
all’origine dell’universo. L’oramai famoso “bosone” in maniera irriverente e
blasfema, viene confidenzialmente chiamato, la “particella di Dio”. Un’opera di
profanazione congiunta a un livello di stupidità che non hanno eguali nella
storia del mondo.
Al metodo di insegnamento pedagogico,
didattico e socio-culturale di Maria Montessori che maturava l’imprinting, deputato a modellare, formare e plasmare, la
personalità e il carattere delle nuove generazioni, abbiamo sostituito il
metodo Maria De Filippi.
Alle passeggiate nei boschi e alle gioiose
scorribande, la casa del Grande Fratello - alle notti stellate, il chiuso
malsano e maleodorante di discoteche intrise di volgarità e ignoranza –
all’azione, il voyeurismo – alla manualità, il lassismo, e alle responsabilità
individuali, un libretto di istruzioni edito dal Sistema Relativista, al quale
ci atteniamo con scrupolosa ipocrisia e malafede.
Quale futuro possiamo mai intravedere per i
nostri giovani, quando una montagna di menzogne, di paure e di vanità, sommerge
e soffoca ogni loro speranza, personalismo e capacità critica?
Se non siamo i grado di percepire il mondo,
al di fuori delle nostre esperienze personali e convinzioni, liberandoci da
filtri e pregiudizi, che ci precludono una analisi oggettiva e disincantata del
nostro presente e, più in generale, il significato stesso della vita, non
potremo mai misurarci ad armi pari con le forze del male, ne intravedere
l’ombra di un futuro.
Siamo individui senza radici, destinati a
soccombere, travolti dalla furia e dalla collera di quel Dio che abbiamo voluto
sfidare e ridicolizzare, profanando la sua Opera e violando i confini del suo
imperscrutabile disegno celeste.
Gianni Tirelli
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