SILVIO BERLUSCONI – IL VENERABILE MAESTRO DEL
MALE
- Sconsiglio la lettura di questo articolo ai
soggetti impressionabili -
Che Dio ci guardi dai cornuti che hanno
raggiunto il potere!! La loro ira sarà tanto maggiore quanto, la loro
condizione estetica, psicologica e culturale, risulti miserevole.
Se poi il
soggetto in questione, è basso, tozzo, pelato e con gli arti inferiori monchi
ed arcuati e il movente della sua frustrazione da corna, è imputabile a un
capellone barbuto, prestante e colto, esponente di primo piano di “potere
operaio”, sappiate che la sua sete vendetta, non conoscerà limiti di sorta,
fino a patteggiare con il maligno gli ultimi brandelli della propria anima.
Questo fatto, riconducibile ai tempi
dell’università (e che qualsiasi altra persona normale, benché amareggiata,
avrebbe vissuto come un doloroso incidente di percorso), ha ferito a morte
l’amor proprio e l’orgoglio smisurato del nostro, allora, giovane ex Primo
Ministro Nano, alterando per sempre il suo stato di coscienza e la capacità
critica, relativizzandone, così, i parametri di giudizio.
Codificare il mondo, in puttane da usare come
merce di scambio e di mera soddisfazione sessuale e in comunisti da sterminare,
è l’estrema conseguenza di quello stato psicotico prodotto dal tradimento non
contemplato e mai concepito, e dalla conseguente condizione di cornuto. Una
ulteriore semplificazione, interviene a separare le donne in due sotto-gruppi
dove, le brutte, sono sporche e comuniste (in antitesi con le ‘belle”, libere e
compiacenti), mentre gli uomini, in sudditi scodinzolanti e sovversivi
bolscevichi. I “sudditi”, in seguito, per ragioni diverse di carattere eccezionale,
li potremo suddividere in, “responsabili e traditori”.
Il fatto che in tutti
questi anni, Berlusconi, non abbia mai speso una parola di condanna sul
ventennio fascista e lo sterminio degli ebrei ad opera del nazismo (disertando
platealmente le date più significative della storia d’Italia), la dice lunga
sulla natura perversa delle sue convinzioni. Le varie amicizie e simpatie
particolari (platealmente ostentate come traguardi personali di politica
estera) con i vari dittatori africani e il compagno di merende Putin, sono un
elemento importante, distintivo e significativo della visione socio-politica di
questo inquietante personaggio.
La possessione entra in ballo quando, il
soggetto ferito e frustrato dal tradimento sessuale e affettivo, non è in
grado, per nessun motivo al mondo, di accettare la circostanza che ha prodotto
una tale lacerazione, e pur di mettere in atto la sua vendetta, si appella
all’intercessione e all’intrusione del maligno. In cambio, il Demonio, pretende
una totale sudditanza e le consegne immediate di ogni sentimento della sfera
umana che sia in contrasto con le ragioni del suo progetto necrofilo.
Il potere economico, mediatico e politico,
rappresentano le roccaforti all’interno delle quali, i servi di Satana,
pianificano strategie deputate all’omologazione del pensiero unico, al plagio,
al raggiro e alla corruzione.
Siamo veramente in pochi, oggi, nel mondo
occidentale, in grado di riconoscere la presenza del maligno e capaci di
codificare alcuni atteggiamenti e specifici comportamenti che ne confermano
l’esistenza e la sua portata distruttiva.
Le farneticazioni sistematiche del
cavaliere Berlusconi, i loro contenuti contraddittori intrisi di menzogne
lapalissiane che negano l’evidenza e l’oggettività dei fatti, non che la totale
assenza di pudore e del sentimento di vergogna, sono alcuni dei caratteri
distintivi e peculiari che tracciano un profilo sufficientemente esaustivo, al
fine di confermare la possibilità di un intervento sovrannaturale di entità
maligna.
Sbaglieremmo se immaginassimo il Demonio come un super eroe del male,
atletico e impavido. Il suo aspetto, il più verosimile, è quello di un uomo
piccolo e stupido, con poco charme, che veste come un manichino di provincia.
Ha solitamente un linguaggio banale e nega tutto ciò che è evidente. Per lui,
la bugia, costituisce una regola relazionale e la sua introiezione proiettiva,
lo porta ad attribuire a quelli che, ritiene i suoi avversari e nemici, tutti
suoi difetti a cominciare dalla menzogna.
Il nostro personale, piccolo diavolo
italiano, essendo privo di qualsiasi forma di intelligenza, eccelle, per
compensazione, in furbizia, scaltrezza, ovvietà e automatismo logico di difesa.
L’assenza di etica e di morale, poi, gli permettono di espletare con maggiore
forza, libertà e determinazione, le sue strategie di delegittimazione e
diffamazione, elevandole fino ai massimi livelli.
Questo individuo incarna il
germe malefico dell’ossimoro al potere, riducendo la verità ad un inquietante
esercizio di relativismo. E’ furbo ma stupido, infantile ma vecchio, generoso
ma ladro, cattolico ma divorziato, paladino della famiglia ma puttaniere,
socialista, ma di estrema destra.
E’ l’attore principale di una grottesca
commedia dell’assurdo da suburra, dove tutto è il contrario di tutto e,
qualsiasi ragionevolezza, buon senso e costrutto logico, vengono risucchiati
dentro il vortice gelatinoso della mistificazione.
Per tutto questo, l’impostura
(un vistoso apparato di falsità e di menzogne), contraddistingue la natura
diabolica di Silvio Berlusconi che, nel tempo, si è affinata a tal punto, da
rendere inconsistente il confine con la stessa verità.
Per questo signore del male, tutto si riduce
a mero fatto personale ed effetto pirotecnico.
Come dimenticare i morti di Nassirya, vittime
sacrificali di una guerra infame e insensata, scaturita dalla vanità, dalla
sudditanza, dall’ansia e sete di protagonismo di un Primo Ministro, che ha
trasfigurato il suo impegno politico, in un progetto eversivo e di vendetta?
“Mi chiedo se serva questo sacrificio”, affermava dopo la notizia di un nuovo
caduto italiano in Afganistan! Contraddizione, incoerenza, totale assenza di
autocritica e di pudore, si attestano a tare genetiche del posseduto.
Questo
impostore, da oltre 17 anni ha spaccato il paese dentro una continua
contrapposizione e scontro ideologico, e nel significato etimologico della
locuzione “dividi et imperat”, ha suggellato il suo potere e il diritto ad una
speciale impunità.
Un filibustiere che persegue il suo progetto mefistofelico,
fatto di dossieraggi, spionaggio, intimidazione, delegittimazione, ricatto e
ritorsioni e, in virtù di una sistematica corruzione, si accredita orde di
figuri, pronti a espletare ogni suo ordine e nefandezza.
Pensare, per un solo
attimo, che abbia a cuore le sorti di questo martoriato paese, è un’ingenuità
grossolana! Solo chi é stato vittima di un potente maleficio (causa la
predisposizione, la potenzialità o le affinità caratteriali), può ancora
credere ad una tale assurdità!
In verità, il diavolo Berlusconi, mira ad
attuare il suo piano di distruzione etica, morale e materiale di questo covo di
comunisti (la società italiana), per consegnare la sua vendetta nelle sudice
mani di Satana in persona. Definirlo un politico, un imprenditore di successo,
un piduista, un mafioso o un puttaniere, mortifica la verità e riduce il
soggetto, a specifica e mera condizione umana. Berlusconi non è niente di tutto
ciò! No è un politico, ma fa uso della politica - non è un imprenditore ma fa
uso del potere economico, istituzionale e di tutti i privilegi del caso, per
soddisfare le perversioni del suo Ego malato e posseduto.
L’attacco del nostro piccolo Diavolo alla
scuola pubblica, che dichiara, essere terreno di coltura ideologico deputato ad
inculcare idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie e
spacciare per buoni, principi e valori sbagliati, è la dichiarazione delirante (ultima
di una lunga lista di minchionerie) adottata allo scopo strategico di spostare
l’attenzione sugli ultimi avvenimenti che lo riguardano; privati e giudiziari.
Un’affermazione ipocrita e contraddittoria e che si scontra con la portata di
fuoco diseducatrice delle sue tre reti commerciali, intrise di una tale
volgarità, lordume morale e qualunquismo esistenziale, da trasfigurare l’ultimo
lupanare di infimo ordine, in un collegio di orsoline. Quando irrompe nel
programma di Gad Lerner, esaltando il 110 e lode conseguito da Nicol Minetti,
viene da chiedersi se le modalità attraverso le quali è giunta alla carica di
consigliere regionale, siano le stesse messe in campo per laurearsi. Emilio
Fede che chiede la tangente di 400.000 euro a Lele mora, per avere intercesso
verso l’amico Berlusconi di un prestito a suo favore, non modifica in nessun
modo i suoi rapporti con il Cavaliere. Al contrario, ne rafforza l’appartenenza
e lo consacra a figlio naturale del suo venerabile Maestro del male, che vede i
lui la realizzazione di tutti i suoi insegnamenti. L’atteggiamento irascibile e
sprezzante e quel ghigno malefico, stemperato da un finto sorrisetto intriso di
sarcasmo e di odio quando, solo ieri, il presidente Berlusconi, conferma la sua
assoluta contrarietà ai matrimoni gay e alla possibilità di adozione per i
single, sono gli elementi ascrivibili alla rappresentazione iconografica e
simbolica dell’entità maligna. I sistematici attacchi ai giudici, alle
istituzioni, alla Corte Costituzionale e al Presidente della Repubblica, si
rivelano il continuo tentativo di alterare, manipolare e ribaltare la
percezione della realtà, allo scopo di trasporre la vittima in carnefice e,
viceversa.
Il diavolo non vuole la pace, ma cerca il conflitto perenne.
Attraverso la menzogna e la mistificazione, ordisce la sua vendetta contro il
mondo, contro Dio e, contro tutti gli uomini ragionevoli e di buon senso che,
con i loro atti, gli rammentano, quella sua condizione di di analfabeta della
vita e di eterno becco.
Quando la moglie Veronica, su Repubblica, lo definisce
“un uomo malato” allertando la politica tutta dal pericolo di un tale potere
nelle sole sue mani, intendeva comunicare al mondo intero (senza esplicitarlo)
della sua natura demoniaca.
Per il nostro piccolo Diavolo, la vendetta, è
il primario nutrimento. Nient’altro al mondo, può mitigare il dolore lacerante
del suo orgoglio ferito, ne risvegliare le ragioni di un’autostima oramai
defunta. Non esistono armi idonee e adatte a combattere una tale circostanza,
tanto più, se il nostro piccolo Diavolo, può contare sulla cieca obbedienza di
una nutrita schiera di adepti, servi e chiassose tifoserie che operano compatti
al fine di soddisfare ogni suo più subdolo desiderio, ordine e
infamia.
Auspicare una rivolta popolare, morale e civile, di tutta la
cittadinanza, conoscendo a priori, l’immobilismo atavico del popolo italiano e
la sua congeniale codardia, è un esercizio di illusionismo che ci possiamo
risparmiare. Non possiamo fare altro che appellarci in comunione, ad un intervento
divino, ma sapendo che “Dio, ascolta le nostre preghiere se egli stesso, le
pronuncia con le nostre labbra”.
Gianni Tirelli
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