MILLE
AMI NESSUN PESCE
Viviamo
in un mondo al contrario, dove all’aumento vertiginoso delle possibilità,
corrisponde un azzeramento dello scopo finale. Questa diabolica equazione ci
dice di quanto inutile e nefasto sia tutto questo baraccone tecnologico che non
è in grado di soddisfare e onorare le vere e ineludibili ragioni dell’uomo.
Le
potenzialità perverse della tecnologia sono direttamente proporzionali alla
loro capacità intrinseca di annullare gli scopi a cui erano destinate; minore
fatica, più tempo libero e benessere per tutti. Così, a infiniti modi e tecniche per pescare e cacciare,
coincide l’assenza di pesci e uccelli. E questo vale per ogni cosa! Possiamo
avvalerci di tastiere avveniristiche e milioni di suoni, campionamenti e
combinazione ritmiche, ma l’arte, l’ispirazione e la creatività, sono oramai
defunte. Disponiamo di mezzi comunicazione fantascientifici che ci permettono
di comunicare in tempo reale con tutto il mondo, quando non c’è più niente da
dire, e la nostra sterile conoscenza, non deriva dalla somma delle nostre
esperienze, ma si limita a qualche notizia attinta dal grande mare della rete
che facciamo nostre per ragioni, le più strampalate. Siamo ossessionati da
squallidi programmi di intrattenimento e svago, giochi virtuali e affini,
quando la gioia, la pace e l’appagante felicita non abitano più il nostro cuore
e in lui non vibra più alcuna corda.
La becera pornografia disseminata in ogni
dove, condita nei modi più volgari, deprecabili e miserevoli (oggi assurta a
paradigma di un voyeurismo di massa) ha sostituito il rapporto sessuale di
coppia, per la più pratica e maneggevole, masturbazione on line.
E neppure i rapporti affettivi e sentimentali
sono esenti da un tale maleficio!.
In questo modo ogni possibilità di essere
consapevoli, felici, pacificati e appagati, ci è preclusa per sempre. Ergo, la
soddisfazione in Tempo Reale di ogni nostro più turpe desiderio e bisogno, non
può produrre che alienazione e sconforto, perché orfana di quel percorso
individuale di crescita umana, che traduce ogni vittoria e conquista in piacere
e appagamento, consolidando così la nostra autostima. Diversamente da oggi,
dove tutto è ridotto a mero tecnicismo.
E’ durante il tragitto che incontriamo noi
stessi e sublimiamo i nostri veri bisogni - ed è sempre durante il cammino che
li possiamo soddisfare.
Il grande inganno si annida nella vana
promessa di un risultato immediato (in tempo reale) tanto sbandierato dal
Sistema Bestia: l’illusione, la chimera suadente e seducente che cela ad arte
fra le sue ali il più ferale degli artigli.
Tutto oggi è stato stressato, compresso,
pompato e umiliato. E questo non riguarda solo la sfera della nostra esistenza,
ma tutto ciò con cui quotidianamente interagiamo e ci rapportiamo - sia che si
tratti di lavoro, comunicazione, affetti e alimentazione.
Ogni cosa è stata piegata alla logica del
“tutto e subito”, per soddisfare una perversa domanda globale di beni e bisogni
effimeri nella maggiore parte dei casi, trasfigurati in vere e proprie
patologie, dipendenze e pulsioni nevrotiche.
Per tenere testa a una tale richiesta di
massa, il Sistema Bestia è stato in grado di coartare fino a cancellare quel
processo temporale di formazione, maturazione, evoluzione delle cose,
ritenendolo una imperdonabile perdita di tempo e quindi di profitto. Per tanto,
tutti i danni prodotti alla qualità della nostra vita e all’ambiente nel suo
complesso, sono il risultato ultimo della meccanizzazione e tecnicizzazione che
sull’appagamento in Tempo Reale della spropositata domanda di consumi in atto,
attua il suo piano di distruzione.
Tumori (oggi in aumento esponenziale) e
infinite altre vergognose malattie, disturbi neurologici, infarti e allergie,
non sono che la logica conseguenza di una alimentazione alterata nei suoi
processi vitali ed evolutivi. Risultato di una alterazione dello stato di
coscienza, indotta da una massiccia opera di propaganda, che si prefigge di
snaturare ogni regola e principio biologico, in nome del Risultato Immediato e
dell’interesse particolare.
Verdure, ortaggi e frutta fuori stagione che
persistiamo a consumare durante l’anno come le voglie irreprimibili di una
donna in cinta, appartengono a
quella categoria di beni ai quali è stato sottratto il loro naturale tempo di
crescita, sovvertendone ogni regola e alterando le loro funzionalità con
l’aggiunta di principi chimici e interventi di manipolazione genetica.
Di fatto, questi prodotti, conservano solo
l’aspetto, la forma dei loro fratelli originali, ma di tutte le caratteristiche
organolettiche e nutrizionali non vi é traccia alcuna.
L’estinzione di migliaia di specie animali e
vegetali nel mondo, non è solo relativa all’inquinamento del territorio,
dell’aria e delle acque, ma è funzionale alla facilità e alla velocità di
applicazione di tutte quelle macchine tecno/infernali messe sul mercato, che
alla fatica fisica hanno sostituito l’azione necro/meccanica.
Quale civiltà nella storia del mondo sarebbe
mai stata in grado di mettere in atto quel piano di deforestazione (soluzione
finale) di cui si sono macchiate le nostre moderne società? Motoseghe infernali
di ultima generazione che sono in grado di abbattere alberi secolari in pochi
secondi, come fossero fuscelli. Questa abissale sproporzione, si pone a
paradigma di quella devianza e depravazione morale, etica e spirituale messa in
atto dell’uomo iper/tecnologico di quest’epoca insensata.
Oceani, mari, fiumi e laghi, sono ridotti a
latrine a cielo aperto, mentre una flotta di migliaia pescherecci armati fino
ai denti, rastrellano i fondali marini sterminando ogni specie acquatica,
animale e vegetale. Baleniere come corazzate in assetto di guerra fanno strage
di cetacei per saziare la sete di sangue di individui asserviti alla volontà
del maligno.
Cacciatori per sport a bordo dei loro gipponi
cromati, bardati di tutto punto, anfibi, tuta mimetica, fucile automatico,
cartucciera “Rambo” (che sembra stiano per avere uno scontro a fuoco con dei
terroristi), scaricano la loro frustrazione sulle ultime specie viventi del
pianeta, causandone l’inesorabile estinzione. Vorrei vederli armati di arco e
di frecce e con cinque figli a casa da sfamare! Morirebbero di fame nel giro di
qualche settimana.
Il valore della vita dunque, non consiste nel
raggiungimento di una meta, ma nel percorso motivato (il durante) che ci spinge
a dare un senso ad ogni giorno della nostra permanenza su questa terra. È
attraverso il cammino, e in virtù di tutte di tutte le esperienze buone o
cattive che nel corso del viaggio
incontriamo, gli ostacoli, le emozioni, i momenti di gioia e di pace, di
angoscia e dolore, che modelliamo la nostra personalità e il carattere, e acquisiamo consapevolezza e
discernimento e affinando la capacità di decisione. In questo modo, e solo
così, siamo in grado di conoscere e sublimare noi stessi per comprendere i veri
bisogni del nostro essere.
Per tanto la meta non è che un utopia, un
grossolano errore di valutazione, un falso culturale che ci allontana dal
nocciolo della questione, dalla verità. Noi siamo la strada, mentre la meta,
non è che un miraggio.
Gianni Tirelli
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