martedì 3 giugno 2014

:: Palestina Rossa | diamo voce alla Sinistra e alla Resistenza palestinese ::

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3
Giu 2014

Un sasso nello stagno della solidarietà verso la Palestina

Dallo scorso 24 aprile una nuova lotta all'interno delle prigioni israeliane [1]rinvigorisce la resistenza palestinese, proprio mentre la leadership delle due maggiori organizzazioni palestinesi si misurano nell'ennesimo tentativo di conseguire un accordo di unità [2].
Persone, collettivi, comitati, associazioni, partiti e realtà sensibili alla tutela dei diritti umani nel sentirsi vicini e solidali al popolo palestinese riconoscono di fatto che la Palestina è sotto occupazione. Lasciando da parte le vili posizioni di equidistanza, possiamo riconoscere ed affermare che rispetto all'occupazione ed alla violazione dei diritti fondamentali di un popolo ci si riconosce, insieme e reciprocamente, dalla stessa parte. Diverso è invece l'approccio su come si esprime la solidarietà: da un lato chi pensa di sostenere i palestinesi da un punto di vista umanitario, dall'altro chi dal punto di vista politico (ma anche all'interno di queste due categorie le soggettività sono svariate e spesso incongruenti).
2
Giu 2014

Il Sistema Penitenziario Israeliano vieta visita a prigioniero in ospedale

Giovedì scorso, il Sistema Penitenziario Israeliano ha rigettato un’istanza avanzata dalla famiglia di Abdulrazzaq Farraj, prigioniero palestinese in sciopero della fame, con la quale si chiedeva il permesso di visitarlo in ospedale. Il rifiuto è arrivato quasi un mese dopo l’inizio dello sciopero della fame del prigioniero, in protesta contro la sua detenzione senza processo.
L’associazione per la difesa dei diritti dei prigionieri palestinesi “Addameer” ha archiviato, per conto della famiglia, una richiesta per visitare Farraj al Meir Hospital nella città israeliana di Kfar Saba, dove è stato detenuto prima del suo recente trasferimento in ospedale. Funzionari penitenziari israeliani hanno fatto sapere che negheranno le visite a Farraj fino al 5 giugno. L’ordine di detenzione amministrativa cui Farraj è sottoposto dal 25 febbraio avrà la durata complessiva di sei mesi.
1
Giu 2014

Pescatore ferito al largo della costa di Gaza, quattro arrestati

Venerdì un pescatore palestinese di 22 anni è stato colpito dal fuoco della marina militare israeliana al largo della costa nel nord della Striscia di Gaza. In seguito all’incidente, la vittima è stata trasportata all’ospedale Kamal Adwan.
L’Unione dei Pescatori di Gaza riporta che il giorno precedente l’esercito israeliano aveva arrestato quattro pescatori al largo della costa nel nord della Striscia. Stando a quanto afferma Niza Ayyash, un portavoce dell’Unione, alcune navi da guerra israeliane avrebbero bloccato una barca da pesca palestinese, e arrestato Haytham Ali al-Habeel, suo fratello Fuad, Saadi Salih al-Adgham e Yahya Jamal Watfah.
1
Giu 2014

Il compagno Ghassan Karajah, accolto dopo essere stato liberato dalle carceri sioniste, saluta gli sciperanti della fame

Una folla di sostenitori ha accolto il compagno Ghassan Karajah dopo la sua liberazione dalla prigione di Ofer nella serata di giovedì 29 maggio. Il compagno è stato tenuto prigioniero per due anni nelle carceri sioniste. Dopo la sua scarcerazione è stato immediatamente trasferito all'ospedale di Ramallah per controlli, avendo aderito allo sciopero della fame, 16 giorni prima del suo rilascio, per chiedere la fine della detenzione amministrativa.
Il compagno Karajah è tornato a casa accompagnato da un corteo di automobili girando per le strade del villaggio di Safa e dei villaggi vicini, sventolando bandiere palestinesi e con gli striscioni del PFLP. Dopo il suo rilascio, Karajah, ha detto: "La questione della detenzione amministrativa è una questione politica fondamentale e richiede un'azione urgente per sostenere gli scioperanti. Continua: "Stiamo parlando di gravi conseguenze per la salute subite dai detenuti amministrativi in sciopero della fame da 36 giorni, che sono inoltre oggetto di incursioni, molestie, trasferimento da una prigione all'altra nel tentativo di rompere la loro lotta".
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