martedì 9 settembre 2014

A Manca pro s’Indipendentzia ha lavorato insieme ad altri soggetti politici indipendentisti e comitati di lotta, per organizzare la manifestazione nazionale del 13 settembre contro l’occupazione militare della Sardegna, con la quale i sardi


Il 13 settembre A Manca a Capo Frasca
A Manca pro s’Indipendentzia ha lavorato insieme ad altri soggetti politici indipendentisti e comitati di lotta, per organizzare la manifestazione nazionale del 13 settembre contro l’occupazione militare della Sardegna, con la quale i sardi 

Sabato 13 settembre davanti alla base militare di Capo Frasca: MANIFESTADA NATZIONALE CONTRA A S'OCUPATZIONE MILITARE
 potranno esprimere la propria ferma volontà di porre fine ad una situazione insostenibile che dura da troppo tempo e che vede il futuro di un popolo intero sacrificato agli interessi militari dello stato italiano e dell’imperialismo occidentale.

Da sessanta anni immense porzioni del nostro territorio, del nostro cielo e del nostro mare vengono sottratte all’uso dei sardi ed affittate alle multinazionali delle armi e agli eserciti di tutto il mondo: le conseguenze sull’economia, sull’ambiente e sulla salute del nostro popolo sono disastrose e incalcolabili e inoltre le basi militari rappresentano una pesante ipoteca che grava sul nostro futuro e sul nostro diritto di decidere in modo libero e sovrano.

La manifestazione del 13 settembre, a cui parteciperanno decine e decine fra comitati ed organizzazioni e migliaia di cittadini sardi, sarà l’inizio di una lotta più grande che non finirà se non con la dismissione di tutte le basi, poligoni e servitù italiane nella nostra terra, a cui dovrà seguire la bonifica e la loro restituzione alle attività produttive delle nostre comunità.

Noi non chiediamo ai partiti italiani che governano la Sardegna e alle loro stampelle sarde di farsi paladini della lotta contro l’occupazione militare, perchè sappiamo che il loro intervento in questa lotta sarà succube degli interessi dello stato italiano, con una svendita al ribasso delle legittime rivendicazioni dei sardi.

Vogliamo invece utilizzare la mobilitazione popolare per obbligare la politica regionale a schierarsi concretamente, prendendo posizione a favore o contro gli interessi dei sardi.

Crediamo che solo una grande lotta del popolo sardo sarà capace di chiarire a tutti che esiste uno scontro politico oggettivo fra la Sardegna e lo stato italiano: scontro politico determinato dall’incompatibilità della vita e dello sviluppo dei sardi con le politiche coloniali.

La manifestazione nazionale del 13 settembre sarà la dimostrazione che è possibile una lotta unitaria degli indipendentisti che raccolga intorno a sè tutto il nostro popolo e che l’unità non potrà essere costruita a colpi di proclami, nè su un terreno astratto e ideologico, ma su quello concreto delle innumerevoli lotte per difendere la Sardegna dai continui attacchi contro i suoi diritti e la sua dignità e per affermare il diritto dei sardi ad essere sovrani nella nostra terra.

La nostra lotta si inserisce inoltre in una lotta più ampia che oltrepassa i confini della nostra isola, in quanto riappropriandoci del nostro territorio e cacciando da esso le basi militari daremo concretamente un grande contributo alla lotta internazionale dei popoli contro l’imperialismo.

Chiamiamo tutto il nostro popolo a partecipare a questo importante atto di dignità e risveglio nazionale, per dire allo stato italiano, abituato a decenni di indolenza e servilismo della classe politica sarda, che dovrà prendere atto che in Sardegna esiste un popolo che non è più disposto a tollerare i soprusi stranieri.

A Manca pro s’indipendèntzia

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