lunedì 8 dicembre 2014

gianni tirelli 17:23 (3 ore fa) UNA COSCIENZA PULITA DISSOLVE OGNI DUBBIO E PAURA

gianni tirelli

17:23 (3 ore fa)

UNA COSCIENZA PULITA DISSOLVE OGNI DUBBIO E PAURA
Solo attraverso una coscienza pulita, potrai vedere le cose nella loro realtà. Se la tua è una coscienza sporca, brancolerai nel buio e vedrai solo ciò che reputi più conveniente, mentre l’inconscio guiderà la tua vita, e chiamerai destino la tua sconfitta.
Una coscienza pura, è quella dimora luminosa, ideale ad ospitare Dio e tutto l’universo, e  dove ogni nostro interrogativo trova risposta, mentre una coscienza contaminata e corrotta, è come un pozzo buio, freddo, affollato di dubbi, di paure e di una frustrante e profonda solitudine.
E’ da Lei, che puoi attingere alla tua consapevolezza, e in sua assenza, precludere ogni tua possibilità di vedere il mondo nella sua interezza e verità.
La mancanza di totale consapevolezza negli individui dell’era moderna, è l’effetto logico della mancanza di una coscienza.
Ogni comportamento umano che non si attine alle discipline intrinseche a quei principi e valori sui quali si fondano le nostre scelte, tende a produrre scorie mentali e detriti morali che vanno ad occludere, ostruire, le finissime trame di quel filtro che è la nostra coscienza. Mantenerlo pulito è il nostro compito. Non esistono scorciatoie alternative al sentiero luminoso della dignità umana. Ogni strategia risulta essere vana, allontanandoci ulteriormente dalla felicità e dalla comprensione della vita, in netta antitesi con la volontà primigenia del Mistero.
L’assenza di consapevolezza, produce omologazione e paura, costringendo così gli individui ad adeguarsi ad una sottocultura dominante, inattiva e monolitica, senza potersi concedere slanci personalistici verso l’esterno, castrando ogni impulso liberatorio e rivoluzionario.
Il percorso che ci conduce alla consapevolezza e felicità, diversamente, è immacolato e ininterrotto, come l’acqua del fiume che, dalla sorgente scorre fluida e limpida dentro l’alveo del suo destino, per poi sconfinare dentro l’immenso mare delle sue ragioni. Se un grosso masso, frapponendosi al regolare scorrere dell’acqua, ne interrompe il suo corso, il fiume esonderà, allagando e sommergendo ogni forma di vita circostante.
Questo è lo spaccato delle nostre moderne società liberiste, che per tale motivo non sono in grado di aspirazioni, personalizzazioni e di rivoluzioni ma costrette a sottostare al dogma della paura che ne condizione ogni scelta, atto e pensiero.
La paura di essere additato come “diverso” ci fa precipitare in uno stato di angoscia persistente che solo un rientro nell’omologazione, può attenuare.  
Così, la paura della morte interviene nella nostra vita, come un grosso masso, che ci preclude ogni vera gioia e speranza.
La paura, oggi, è il perno intorno al quale ruota la nostra esistenza, condizionando le nostre scelte, i rapporti umani, emozioni e sentimenti.
E’ la paura, l’origine prima della depressione – un tormento esistenziale che affonda le sue radici nella mancanza di autostima e personale gratificazione. Le società moderne e consumiste sono permeate da questo disagio invalidante, che finisce con l’appiattire e omologare gli individui dentro una condizione di particolare subalternità e, in molti casi, di schiavitù verso l’idea dominante del Sistema Liberista Relativista, oggi, unico e solo parametro di riferimento relativo.
L’uso politico della paura, poi, brandita come arma, attraverso l’opera di mistificazione della verità e di contraffazione della realtà, si prefigge lo scopo di allertare e dissuadere la gente da scelte personali, incompatibili con le strategie populiste e perverse del potere.
La paura indotta dall’incertezza economica, dalla precarietà del lavoro, dall’assenza di futuro, dal trauma della separazione, e ancora, la paura del diverso, sono tutte moderne e giustificate forme patologiche di paura, indotte da una condizione sociale e ambientale già oltre i ragionevoli limiti della comprensione. Tutte quante insieme, sono l’estensione di quel primario disagio esistenziale che si identifica nella paura della morte.
Un tale stato di cose, non è che risultato dell’assenza di spiritualità, congiunta alla perdita di autonomia, di autosufficienza e indipendenza culturale e, più in generale, di quella autentica libertà che trasforma in civile una società devastata dalla barbarie.
Abbiamo mercificato con il Sistema Liberista Relativista le nostre originarie responsabilità individuali, rinunciando agli indispensabili parametri di riferimento, in cambio di subdole dipendenze, effimera vanità e quotidiana trasgressione.
Ci hanno spacciato licenza per libertà e omologazione per benessere, e tutto questo si è tradotto in paura, incertezza e frustrazione.

Se non saremo in grado di guardare nel più profondo del nostro cuore e ridare ossigeno alla residua fiammella della nostra consunta spiritualità, avremo perso l’ultima occasione al fine di scongiurare una tragedia umana e morale che, come un’ombra nera, si addensa sul domani dei nostri dei nostri figli e nipoti.

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