lunedì 28 settembre 2015

I MOTIVI DEL DOLORE........G.Tirelli

I MOTIVI DEL DOLORE

“Quando il dolore bussa alla tua porta, fallo entrare e sedere alla tua mensa - Lui ti renderà libero ma se tu rifiuterai di ospitarlo, ne sarai prigioniero per sempre”. Gjt
 Dietro ogni dolore si celano infinite possibilità di crescita umana, di conoscenza, e fattori imprescindibili per il raggiungimento della consapevolezza di sé e del mondo.
Il trauma prodotto dal dolore, spaventa da una parte, ma per un altro verso, come una lente di ingrandimento, mette a fuoco tutto ciò che prima consideravamo normale, scontato, non degno di nota, di analisi e di critica.
Così, ogni parte e frammento del nostro essere viene vivisezionata, l’osservazione amplificata e, per logica conseguenza, la capacità di discernimento.
Se lasciamo il dolore alle spalle, per concentrarci invece sul suo rovescio della medaglia, saremo in grado di capire gli infiniti benefici di una tale esperienza per metterli poi a frutto e farne tesoro.
Non c’è altro modo per crescere, per cambiare, e attingere a quella consapevolezza capace di produrre autentica felicità e libertà.
L’uomo che rinuncia alla comprensione del dolore per accanirsi sugli effetti come una belva ferita e vendicativa, non troverà pace al suo tormento, e il suo cuore si farà pietra – a lui sarà negato lo spirito di solidarietà, di volontà, la tolleranza, e il sublime piacere di contemplare la bellezza.
Le nostre moderne società, sono afflitte da disagi persistenti e sofferenze di ogni tipo e specie, proprio perché incapaci di accettare l’ineluttabilità del dolore, e di comprenderne le ragioni. Cercano così in ogni modo di combatterlo, di contrastarlo, di annullarlo, facendo ricorso a sostanze che impediscono al dolore il suo processo di naturale spegnimento.
Dobbiamo invece arrivare al punto di amarlo, di comprenderne le logiche, essendo questo il solo modo per ammansirlo, acquietarlo e, come un cane fedele, farlo ubbidire al nostro volere.
Gioia e dolore hanno posseduto il mio cuore, il giorno e la notte, e li ho amati entrambi, figli di una stessa anima, fratelli di sangue, amici leali e complementari. Consapevole dei loro diritti e dei bisogni di ognuno, a volte sono rimasto ad osservarli, al fine di cogliere i motivi della loro alternanza dentro mio cuore, anche se in diverse circostanze, il senso mi appariva oscuro.
Così, spinto dal bisogno insaziabile di sapere, ho attinto alle risorse del mio spirito, che ha risposto agli interrogativi della mia mente, spesso serva delle sue rudimentali logiche e di azzardate conclusioni costruite sulla parola.
È necessario ascoltare in silenzio se vogliamo le risposte ai nostri perché!
Gioia e dolore, non intervengono nella nostra vita in maniera arbitraria, ma sono la risultante dei nostri comportamenti e dei pensieri. Come spie luminose dentro il nostro cuore, si accendono e si spengono, segnalando le nostre vittorie e i nostri errori per poi comprenderne le ragioni.





Nessun commento: