venerdì 3 agosto 2012


Barnard: se Draghi salva l’euro, firma la nostra condanna

«Urlai che Mario Draghi era un golpista perché aveva omesso scientemente di usare i poteri della Bce 
di calmare la speculazione contro titoli di Stato Paolo Barnard italiani, 
comprandoli in massa», ricorda Paolo Barnard, evocando la 
sua celebre apparizione del 15 novembre 2011 al programma 
“Matrix”, su Canale 5. «Era la speculazione che pochi giorni 
prima aveva rovesciato il governo e instaurato la dittatura
 finanziaria della Troika e di Monti: se si comprano grandi 
quantità di titoli i tassi crollano, l’Italia non sarebbe arrivata 
sull’orlo del default in quei giorni, e Monti non sarebbe neppure stato citato». Nell’info-talk televisivo,
 a Barnard fu risposto con sufficienza che Draghi non avrebbe potuto, che la Bce non può mai 
comprare titoli di Stato per aiutare i governi. «Risposi che era una menzogna – osserva Barnard nel 
suo blog – e citai il programma Smp Bonds Purchases della Bce che dà ad essa potere di acquistare
 titoli». Draghi però non lo fece, e così «condannò l’Italia a cadere nelle mani del criminale Monti».
Per Barnard, Draghi è «un’oscenità vivente», perché «oggi si ricorda di colpo che quel programma Smp 
dopotutto c’è e lo userà, eccome: ma non per salvare la democrazia di un paese, bensì per assicurarsi 
che essa venga del tutto annientata». L’ex giornalista di “Report” non ha dubbi: «Adesso siamo
 veramente fottuti». Cos’è accaduto? Presto detto: i “mercati” continuano a sfiduciare l’Italia
 «solo perché abbiamo perso la capacità di emettere la nostra moneta sovrana». Gli “investitori” sanno
 cioè che, con l’euro, «non possiamo ripagare sempre e puntuali il nostro debito», dato che la
 moneta comune europea non è liberamente emessa dall’Italia, che la deve prendere in prestito dalle
 banche. Di qui il timore che l’Italia faccia default sui pagamenti: «Dunque ci sfiduciano in una
 spirale verso il basso man mano che ci indebitiamo, ma è proprio questa spirale che ci porta al 
default – stava portando l’Italia e la Spagna al default entro pochi giorni o settimane».
Sarebbe stata la fine dell’Eurozona, in una implosione epocale e mai così devastante nella storia, ma 
attenzione: «Devastante per Francia e Germania, non per noi». Ecco il punto: «Mario Draghi sa questo,
 e non può fare altro se non eseguire gli ordini di Angela Merkel e di François Hollande: salva l’euro
 a qualsiasi costo». L’ex signor-no di Francoforte di punto in bianco “riscopre” il programma Smp Bonds 
Purchases della Bce, che dà alla banca centrale europea il potere decisivo di acquistare i titoli di Stato
 dei paesi nei guai. Questa è la verità che si nasconde dietro quel «cavillo legal-semantico» a cui 
Draghi ricorre per giustificare ciò che solo 8 mesi fa era “da escludersi”. E attenzione: i “mercati” non si 
sarebbero mai placati, oggi, se non sapessero che la Bce è l’emissore sovrano dell’euro, e quindi può
 in effetti comprare titoli quasi all’infinito. Solo grazie a questa garanzia, i “mercati” si calmeranno.
La chiave di volta? L’ipotesi che la Bce si decida davvero a finanziare il Mes, il Meccanismo Europeo di 
Stabilità, che attualmente non dispone di molto denaro: «Pensate che un salvataggio dell’Italia 
azzererebbe le casse del Mes in meno di 3 mesi», puntualizza Barnard. E allora cosa fanno trapelare 
i banchieri centrali della Ue? Che il Mes potrebbe essere trasformato in banca. E cosa significa? «In 
breve: che se diventa banca, avrà il sostegno illimitato dei finanziamenti della Bce, che è l’emissore
 illimitato degli euro, e quindi il Mes potrà comprare enormi quantità di titoli di Stato dei Paesi come
 il nostro, di fatto garantendo ai “mercati” che, di nuovo, esiste un pagatore dei loro crediti 
(i titoli nostri e spagnoli) senza limiti. Il trucco è fatto. I mercati si calmano». Buone notizie? 
Al contrario, per Barnard sarà la catastrofe definitiva: «Significa che Italia, Spagna e Grecia
 staranno dentro l’Eurozona, perché con i “mercati” calmi, e coi tassi sui titoli che scendono 
dal 7% al 4%, il default è scongiurato». L’euro sopravvive, e con esso la “dittatura finanziaria”
 che comporta, con l’eclissi totale della nostra sovranità: 
«Come Merkel e Hollandedire: il fiume sarebbe straripato e avrebbe allagato
 la galera permettendo ai prigionieri politici asserragliati 
sul tetto e stremati di fame e sete di nuotare verso la
 libertà. Ma no. Hanno arginato il fiume apposta».
Per Barnard, il salvataggio artificiale dell’euro, ottenuto ad
 ogni costo, «significa che ci terranno dentro la macchina 
dell’economicidio della nostra terra, bloccati in un limbo infame 
dove da una parte non cresceremo mai perché sempre privi
 di moneta sovrana, sempre schiavi di tecnocrati non eletti, sempre comunque ricattati dal fatto 
che ogni centesimo per l’Italia va preso in prestito dalle banche speculative, e dall’altra proprio questa
 perenne e cementata precarietà e impoverimento saranno la scusa per imporci le “austerità” a stipendi, 
pensioni e servizi che ammazzano le imprese», senza contare «le privatizzazioni selvagge di ogni bene 
e servizio pubblico residuo». Tutto questo, «per impedirci di respirare nella crescita, e dunque 
di agire la democrazia». E quindi, testualmente: «Siamo nella merda, non ci sono altre parole, davvero.
 Se Draghi apre i rubinetti del programma Smp Bonds Purchases e se il Mes diventa banca è finita, è
 finita per i vostri figli, è finita per tutto ciò che conoscemmo come Stato. E’ finita per l’Italia». 
Speranze che il meccanismo si inceppi? Forse la Corte Costituzionale tedesca potrebbe bocciare
 il Mes a settembre, ma «è come sperare che il killer che ti deve ammazzare venga colto da ictus 
mentre aziona il grilletto».

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